Minaccia l’ex compagna di portarle via il figlio Stalker verso il giudizio

«Scusa, sono in giro per bettole... non posso portarti il figlio». È stato sufficiente sentire queste parole, all’ex compagna, per capire che la misura era ormai colma. Perché ormai la donna, vessata e minacciata da mesi dal suo ex convivente, non temeva più soltanto per sé ma anche per il bambino.
Un altro caso di violenza famigliare con un minore di mezzo. Nei guai è finito un ventiquattrenne triestino, accusato di maltrattamenti aggravati e stalking.
Il giovane non aveva accettato la fine della relazione con la fidanzata, con cui aveva avuto un bimbo. Conclusa la convivenza, aveva iniziato a ricoprire di insulti la ex, anche davanti ad altre persone: «Str... putt...». E così nei messaggi: «Devi crepare con la tua famiglia».
I due dovevano vedersi spesso per gestire il figlio; circostanza, questa, che rendeva impossibile per la ragazza tenere alla larga il ventiquattrenne. Lui si era messo a controllarle l’abbigliamento, a chiamarla e a mandarle messaggi. Talvolta la inseguiva sul posto di lavoro.
La situazione ha iniziato a peggiorare un anno fa, in particolare un giorno in cui il giovane doveva riportare il bambino alla ex. Lui aveva insistito per intrattenersi, bloccando l’ascensore con un piede, strattonando la ragazza e tirandola a sé.
Pochi giorni dopo, quando il ventiquattrenne avrebbe dovuto presentarsi con il figlioletto entro ora di cena, la giovane si è sentita rispondere così: «Non te lo porto, sparisco con lui». E, ancora: «Alcolizzata, drogata... non ti riporto il figlio perché sono in giro per bettole».
Il giovane ha preso di mira anche il nuovo fidanzato della ex, minacciandolo di morte: «Non intrometterti altrimenti ti uccido...».
Sull’indagato adesso pende una richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Chiara De Grassi, il magistrato che ha aperto il fascicolo. —
G.S.
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