Miniussi maestro e studioso una vita dedicata al territorio che lo ricorda nel centenario

IL PERSONAGGIO
Cento anni fa, il 19 marzo del 1919, nasceva a Ronchi dei Legionari Aldo Miniussi, maestro elementare, studioso di storia locale, poeta, ma non solo. La sua città natale lo ricorderà in quella data, con un evento speciale inserito nel calendario di “Primavera in arte” e con una mostra.
Sarà un grande e doveroso omaggio ad un uomo che ha segnato non poco la vita culturale e sociale della città. Nel 1937 Miniussi si diploma all’istituto magistrale Slataper di Gorizia. Ufficiale di complemento durante la seconda guerra mondiale, nel 1941 partecipò alla campagna di guerra contro la Jugoslavia meritando una decorazione al valore. Dopo l’8 settembre 1943 rientrò a Ronchi dei Legionari e nell’aprile del 1944 trovò lavoro come impiegato nell’impresa del concittadino Gioacchino Furlan, che si occupava di lavori per l’organizzazione Todt. Nel maggio del 1945, durante la breve occupazione jugoslava, rischiò la deportazione: considerava infatti irrinunciabile il ritorno della Venezia Giulia all’Italia e non condivideva l’opzione delle forze resistenziali locali per la Jugoslavia comunista. Poco dopo, costituitosi il Governo Militare alleato, venne nominato consigliere comunale.
Negli anni del dopoguerra partecipò alla ripresa della vita civile ronchese: fu corrispondente di alcuni giornali dalla vita breve (Il Semaforo, La Voce Libera, il Friuli Sportivo), assunse l’incarico di segretario dell’Associazione sportiva Ronchi, per la quale nel 1946 curò assieme ad Aldo Fanna, Giordano Gregoret, Armando Filiput e Dorino Poian un bollettino settimanale. Promosse la costituzione della compagnia filodrammatica Giuseppe Verdi, della quale fu per oltre dieci anni il regista. Nel 1948 divenne insegnante di ruolo, prima a San Pier d’Isonzo e poi a Ronchi.
Si impegnò anche al di fuori dell’ambito scolastico. Nel 1956 venne eletto al consiglio comunale, ma si dimise subito rendendosi conto che la sua candidatura era stata strumentalizzata. Fu per alcuni anni corrispondente e critico d’arte de Il Piccolo e negli anni’70 dirigente del Black Panthers club, che allora militava nella serie A di baseball. Nel 1960 iniziò con i colleghi Domini, Fulizio e Vittori la compilazione del Vocabolario fraseologico del dialetto bisiàc e a partire dal 1967 pubblicò regolarmente, sui numeri unici locali, testi dialettali in prosa e in versi, raccolti nel volume postumo Al trozo del 1980. Morì il 19 agosto del 1979, lasciando un cospicuo numero di inediti di vario genere: saggi di pittura e grafica, composizioni musicali, sceneggiature per cortometraggi didattici o d’evasione, commenti e recensioni a raccolte poetiche e a mostre di pittura, appunti e considerazioni sul dialetto e le tradizioni.
Lu. Pe.
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