Molestie sessuali in ricreatorio a Trieste: educatore condannato a 6 anni e 7 mesi di carcere

L’imputato avrebbe palpeggiato sul seno o sui glutei cinque ragazzine durante le attività sportive, oltre a fare battute allusive

Maria Elena Pattaro
Il Tribunale di Trieste
Il Tribunale di Trieste

Sei anni e 7 mesi di carcere per le molestie sessuali in ricreatorio. È la pena inflitta oggi pomeriggio, giovedì 19 febbraio, a un educatore triestino di 40 anni accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di cinque ragazzine che, all’epoca dei fatti avevano tra i 12 e i 13 anni e frequentavano una scuola media cittadina.

L’imputato le avrebbe palpeggiate sul seno o sui glutei durante le attività sportive, oltre a fare battute allusive prendendo a prestito determinati tipi di frutta durante la pausa pranzo in mensa. Gli veniva contestato anche di aver indossato pantaloni attillati che, nell’ipotesi accusatoria, avrebbero messo in risalto la zona genitale creando imbarazzo le sue giovani interlocutrici.

Molestie in ricreatorio a Trieste, educatore a processo

Il collegio del tribunale, presieduto da Giorgio Nicoli, lo ha condannato per quattro dei cinque capi di imputazione, relativi alle violenze sessuali, assolvendolo invece dalla contestazione di adescamento di minori. I giudici hanno disposto anche la misura di sicurezza (da scontare a fine pena) del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori.

E ancora: interdizione perpetua dai pubblici uffici, dalle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio frequentato prevalentemente da minori. Non solo: l’imputato (difeso dall’avvocato Carmine Pulliano) dovrà versare 15mila euro di risarcimento alle due ragazzine che si sono costituite parte civile (con gli avvocati Sara Pecchiari e Antonio Santoro), per un totale di 30 mila euro. Nessun risarcimento invece al Comune di Trieste, suo datore di lavoro all’epoca dei fatti, che si è costituito parte civile con l’avvocata Sara De Biaggi e che aveva chiesto un indennizzo di 20mila euro per il danno d’immagine.

Ragazze molestate in ricreatorio a Trieste: in aula i colleghi dell’educatore a processo
L'aula di un tribunale

Il pubblico ministero Andrea La Ganga aveva chiesto una condanna più severa per i primi quattro capi di imputazione, pari a 7 anni e 6 mesi; mentre aveva invocato l’assoluzione (poi concessa) per il quinto capo, relativo all’adescamento di minori con abuso di autorità. La difesa aveva chiesto invece l’assoluzione, sostenendo che gli atti contestati fossero “gesti accidentali”, privi di connotazione sessuale, legati al fatto che “era a contatto con le ragazzine, era il più giocoso e gettonato”. Il legale ha sottolineato inoltre che nessun adulto aveva assistito ad atti sessuali compiuti dal suo assistito né erano emerse evidenze dai filmati prodotti dalla Polizia locale (Nucleo contrasto alla violenza) durante le indagini preliminari. Secondo Pullano si sarebbe trattato di un “contagio dichiarativo” da parte delle minori.

Il caso era emerso nel 2023 e fa riferimento a fatti che sarebbero avvenuti tra il settembre del 2022 e il marzo del 2023. Il 40enne all’epoca era educatore del Sis (il servizio integrativo scolastico attivo nei ricreatori) e sulla scorta della vicenda era scattata la sospensione. A far affiorare la vicenda erano state le confidenze di due ragazzine a loro insegnanti della scuola media. Avevano raccontato che l’educatore si era lasciato andare a comportamenti a dir poco inopportuni: toccamenti e battute allusive a sfondo sessuale. C’era stata, inoltre, una segnalazione da parte dell’amministrazione comunale ed erano scattate le indagini della Polizia locale. Oggi è arrivata la condanna in primo grado.

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