Monfalcone, svolta urbanistica in via Primo Maggio: 24 alloggi, verde pubblico e una nuova strada
La giunta Fasan esclude la VAS per il progetto della Deriva Immobiliare: in arrivo sei edifici con casette basse, parcheggi e colonnine elettriche

I bulldozer tornano a dissodare la terra alla periferia ovest di Monfalcone. Dopo anni di immobilismo edilizio, eccezion fatta per i due lotti Ca’ Nova che hanno preso il nome dal raffinato scultore, massimo esponente del Neoclassicismo, sull’omonima via a ridosso del sedime ferroviario Fincantieri, oggi ciclabile, si torna a progettar case in città.
Dove, lo sanno anche i muri, ché la politica locale lo ha ribadito innumerevoli volte, a mo’ di disco rotto, il Piano regolatore è ormai saturo. La nuova area residenziale si colloca all’ingresso del territorio bisiaco ed è frutto di Piano particolareggiato comunale di iniziativa privata (Pac), sulla carta una sigla da Star trek: “C4e”.
Il complesso risulta compreso tra la trafficata via Primo maggio, arteria di entrata e uscita dalla città, e il più defilato vicolo Primo maggio, vicino al centro commerciale Belforte (dove pure si sta realizzando un cantiere per un contenitore commerciale). Giusto per dare, come una bussola, le coordinate.

L’iter
La novità emerge perché l’amministrazione Fasan ha dovuto esprimersi sulla verifica di assoggettabilità a Vas, valutazione ambientale strategica, ai sensi di legge. Trattandosi tuttavia di costruzioni residenziali, in coerenza con le destinazioni urbanistiche di quell’ambito, e nello specifico di due lotti da 24 alloggi con ingresso autonomo su sei edifici – casette basse che prevedono anche una serie di oneri di urbanizzazione –, il surplus d’iter non si è reso necessario. L’assoggettabilità a Vas è stata infatti poi esclusa, come da delibera giuntale numero 202, per una serie di questioni tecniche e in primis perché il progetto non viene ritenuto «suscettibile di produrre effetti significativi sull’ambiente».
Le linee
Di cosa si tratta, dunque. È un intervento che reca la firma dell’architetto monfalconese Fabio Legisa e punta a completare una zona già individuata dal piano urbanistico come residenziale, attraverso la realizzazione di nuove abitazioni, ma anche di spazi e servizi pubblici.
«Il progetto», spiega l’assessore all’Urbanistica Antonio Garritani, che segue la pratica, «prevede due nuovi lotti edificabili, una strada pubblica a senso unico, parcheggi e circa 2.300 metri quadrati di verde pubblico attrezzato, con alberature, piantumazioni e un percorso pedonale». Saranno inoltre predisposti «marciapiedi, illuminazione, reti e tutte le opere necessarie, che una volta completate saranno cedute gratuitamente al Comune».
L’assessore
«Particolare attenzione è stata dedicata alla mobilità e alla sostenibilità ambientale», dice Garritani, «con superfici drenanti, per la gestione delle acque piovane, nuove aree verdi e la predisposizione di una colonnina per la ricarica delle auto elettriche». L’iter istruttorio da parte degli uffici comunali si è formalmente concluso, dopo le integrazioni e gli approfondimenti richiesti nel corso dell’esame del progetto.
Il Piano è stato quindi sottoposto alla giunta per l’accennato procedimento di esclusione dalla procedura di Vas, che si è concluso favorevolmente per il privato, con la deliberazione già riferita. «Il progetto supera così anche questo passaggio e si avvia ora verso le fasi conclusive del percorso, in vista della sua approvazione definitiva», sottolinea Garritani, «sul piano politico, il progetto rappresenta la scelta di completamento urbanistico dell’ingresso della città».
Sposati alla nuova edificazione verde, parcheggi e infrastrutture pubbliche, con l’obiettivo di «trasformare un’area oggi inutilizzata in una nuova parte del tessuto urbano, dotata di servizi e spazi a disposizione della comunità». Gli edifici, a blocco o a schiera, sia mono che plurifamiliari. La strada percorribile risulterà di 5,5 metri d’ampiezza, con velocità lì consentita a 30 km/h. Mentre per il park su via Primo maggio, ingressi e uscite separati, stalli di sosta a pettine e in linea, con due riservati ai mezzi di disabili. L’ambito si localizza «in un contesto urbano già infrastrutturato e in continuità con i tessuti residenziali esistenti e la viabilità pregressa»: per gli uffici «non determina fenomeni di dispersione insediativa, consumo di suolo ulteriore rispetto alla previsione pianificatoria vigente o alterazioni dell’assetto territoriale di area vasta».
La scintilla
A dare il la, nel marzo 2025, come si apprende dalla delibera giuntale, la presentazione dell’istanza per l’approvazione del Pac “C4e” da parte del legale rappresentante della Deriva immobiliare srl di Gorizia, che presumibilmente si occuperà in un secondo momento della vendita delle nuove abitazioni. Dall’avvio dell’iter, il tecnico incaricato ha fornito «puntuale riscontro alle richieste di integrazione e modifica formulate dall’amministrazione», fino all’invio degli elaborati definitivi, acquisiti di recente al protocollo comunale.
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