Al numero 10 di via Bixio a Monfalcone il Pd trova casa per «la ripartenza»
Dopo anni di peregrinazioni il partito di Schlein ha finalmente un quartier generale: passaggio fondamentale in vista del 2027 anno di urne. In pole per il “battesimo” l’eurodeputato Bonaccini

Un nomadismo forzato che si trascinava da anni e costringeva al ritrovo in un bar per le normali attività. Può succedere quando un partito che ha fatto la storia del territorio, come il Partito democratico, si ritrova improvvisamente alle corde, relegato all’opposizione dal novembre 2017.
Ma ora qualcosa è cambiato. Il segretario, soprattutto: Giovanni Mastrobuoni che ha rispettato in breve tempo uno degli impegni assunti a fine maggio con gli iscritti. Trovare casa. E il quartier generale è saltato fuori, infine. Al civico 10 di via Bixio, quarto punto del quadrilatero di sedi partitiche e movimentiste presente a Monfalcone: poco più in là, in viale San Marco, ci sono le stanze provinciali della Lega, in piazza Cavour lo Spazio rosso e in corso del Popolo la roccaforte di Fratelli d’Italia. Tutte in centro storico. Mancava all’appello solo lo spazio ritagliato su misura del Pd.
Ora c’è. Appena preso, bisognerà un attimo riattarlo, ma non ci vorrà molto. Punto di forza la vetrata al pianterreno che offre luminosità, di ricercatezza le piastrelle arabescate che fanno tanto «vintage», come osservato ieri mattina dalla segretaria provinciale Sara Vito. La prima a dare a Cesare quel ch’è di Cesare: «Tutto merito del segretario Mastrobuoni».
La ratio
E lui, vicino, spiega: «L’auspicio è che questa sede sia un punto di ritrovo, dove gli iscritti (oggi una cinquantina, ai tempi del governo il doppio, ndr) possano confrontarsi e, banalmente, anche trovare lo spazio per rinnovare la tessera». Fino a prima itinerante, appunto perché mancava un tetto sopra le teste. Sarà pronto a breve. In tempo per novembre, quando si terrà il battesimo: in pole per il taglio del nastro, l’eurodeputato Stefano Bonaccini.
E se impegni improrogabili lo distoglieranno da Monfalcone, ci sarà comunque «un membro della segreteria nazionale». «La speranza», sempre Matrobuoni, «è di rimettere insieme una comunità democratica che non si riconosce nel feudo leghista». Il locale è in affitto «e la Federazione provinciale compartecipa», precisa Vito.
Madrine saranno due giovani studentesse: Vittoria Nicoli, presidente dei Giovani democratici, e Meem Rahman, allieva del Pacassi di Gorizia, istituto tecnico dove lei è l’unica ragazza in classe, di origini bengalesi.
«Siamo contenti del traguardo», sempre Vito, il 2027 sarà un anno importante: ci sono più Comuni al voto e anche le politiche. Sulla Sinistra Isonzo ci sarà un lavoro importante, perché è un territorio di rilievo, come Monfalcone». Obiettivo, consolidare quel 22,13% dei voti europei nel 2024, risollevando i numeri delle ultime amministrative.
Che fanno della città del cantiere appunto il «feudo Lega»: «Tutto passa prima o poi», riflette Vito, «non si può dare nulla per scontato. Abbiamo da rimboccarci le maniche, sicuramente.
Ma vogliamo recuperare fiducia: per questo il partito ha investito su Monfalcone, portando nuova vitalità qui. Mastrobuoni ha assunto la guida in un periodo difficile, eppure in tempi contenuti ha compiuto un percorso costruttivo che oggi ci porta ad aprire una sede: nessuno può sentirsi escluso, anzi serve gioco di squadra».
La segreteria
Nuovo segretario, ma anche nuovi volti in direttivo: Elisabetta Benvenuto, dipendente dell’aeroporto, sorella del sindaco di Ronchi, Riccardo Guarato, medico dentista, Paolo Manià pensionato e presidente del volley, Connor Lough, universitario e la 19enne Rahman. Con loro, le new-entry, il funzionario del partito Stefano Pizzin e il tesoriere Sergio Poian, invece veterani. La regia è allargata al gruppo consiliare (Diego Moretti, Lucia Giurissa e Sani Buhiyan), più Marco Ghinelli (presidente dell’assemblea), Gennaro Falanga, Gianfranco Pizzolitto, Fabio Delbello, Paolo Fogar, Silvia Altran e Giorgio Pacor.
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