Moretti: amianto tema cruciale anche per chi c’era prima
«L’Isontino è un territorio dove il tema amianto è sempre stato trattato dalle istituzioni e dalle forze sociali e politiche con grande attenzione e sensibilità, per cui trovo giusto, nel momento in cui Irisacqua organizza per oggi e venerdì il convegno “Amianto: un futuro da costruire senza cemento amianto”, ricostruire la storia che ha permesso di arrivare a tale tema». Lo afferma il capogruppo regionale dem Diego Moretti, snocciolando il convegno del 2 aprile 2016 sul punto “Acqua e salute”, a Staranzano, nel quale «l’ex presidente della Provincia Gherghetta e l’allora presidente di Irisacqua Bolzan proposero che il nostro territorio diventasse il primo in Italia a prevedere la sostituzione delle tubazioni rivestite di amianto della propria rete acquedottistica»; nonché la delibera 168 dell’Assemblea dei Comuni dell’Ato orientale Goriziano del 26 aprile dello stesso anno, che «decise la modifica del Piano d’ambito e la conseguente approvazione – il successivo 24 novembre – della variante 9, per un valore complessivo di 90 milioni di euro, atto che ha permesso finora in diversi comuni dell’isontino la sostituzione di quasi 69 chilometri di tubatura in cemento-amianto sui 267 complessivi».
«Questo – arringa Moretti – per ricordare che il lavoro nell’Isontino è un lavoro che inizia da tempo ed è giusto rimarcarlo. Per far sì che l’evento di oggi non sia solo, per qualche amministratore locale, regionale o nazionale, l’occasione di una passerella a proprio beneficio: non sarebbe male che dai qualificati ospiti emerga la proposta che l’esperienza isontino, cioè il principio di precauzione alla base della sostituzione dei tubi in cemento amianto, sia portata quale buona pratica e un domani possa diventare una norma cogente a livello regionale e nazionale».
Quindi la segretaria del circolo dem Michela Percuzzi, che interviene invece sulle fibre vetrose artificiali (fav), chiedendo «la predisposizione di un piano pluriennale di verifica e monitoraggio sulla presenza delle fav negli edifici pubblici, a partire da quelli scolastici»; l’organizzazione di un nuovo convegno sul tema a Monfalcone, dove le istituzioni regionali e comunali si confrontino con i portatori d’interesse, cioè cittadini, lavoratori ed esoposti all’amianto e fibre vetrose, riguardo lo stato dell’arte dei percorsi intrapresi; l’attivazione, secondo quanto previsto dal Piano regionale amianto del marzo 2018, «dell’affidamento da parte della direzione centrale Salute al Crua (con il supporto dei competenti servizi della Medicina del lavoro e il coinvolgimento dei Servizi di prevenzione della salute sui luoghi di lavoro e dell’Inail) per la predisposizione di documentazione informativa circa i rischi per la salute e la sicurezza della popolazione e la gestione dei rifiuti contenenti fav». —
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