Morte Fakir, il corteo nelle strade di Trieste: traffico paralizzato da Barriera alle Rive
Scese a non più di 50 le persone presenti. I manifestanti sono vigilati dalla polizia e dai carabinieri. Presenti anche i mezzi blindati. Previsti pesanti contraccolpi per la viabilità

È iniziato attorno alle 18 il presidio in piazza Garibaldi a Trieste organizzato dagli attivisti afferenti all'area antifascista e antagonista dedicato al caso della morte di Abderrahim Fakir, avvenuto nei giorni scorsi a Bologna durante un'operazione di Polizia.
Un centinaio le persone presenti, che attorno alle 18.45 hanno dato il via a un corteo che ha lentamente paralizzato il traffico in centro città, a iniziare da largo Barriera.
Le ripercussioni sul traffico
Largo Barriera è stato chiuso in entrambi i sensi di marcia. Si sono subito formati pesanti incolonnamenti. Il corteo si snoderà lungo via Oriani, piazza Goldoni, corso Italia e largo Riborgo.
Lungo tutto il centro sono preannunciati pesanti contraccolpi al traffico, tra largo Barriera e la zona circostante delle Rive e piazza della Borsa. Le strade, infatti, saranno chiuse alla viabilità mano a mano che il corteo procederà.
Lungo il percorso dello stesso - nei momenti del passaggio dei partecipanti - saranno previste temporanee limitazioni e deviazioni delle corse degli autobus in servizio sulle linee interessate.

Tensioni tra manifestanti e passanti
Durante il percorso si sono verificate tensioni tra manifestanti e passanti che protestano contro il corteo. Minacciata anche alla Digos, allontanata dagli attivisti.
I manifestanti sono vigilati dalla polizia e dai carabinieri. Presenti anche i mezzi blindati.
Ingente il dispiegamento della polizia locale nell'intero centro per gestire la viabilità.
Blindata dagli agenti in tenuta antisommossa l'intera zona della questura.
Meno di 50 persone si sono poi riunite al presidio tra largo Riborgo e via del Teatro romano, chiuso del cordone di polizia e blindati.
La presenza dei manifestanti sta comunque bloccando la viabilità di corso Italia e delle vie circostanti.

Le parole durante il presidio
"Ciò che è successo a Bologna è gravissimo - ha affermato un manifestante parlando al microfono - è stata ammazzata una persona dalla polizia, dinnanzi agli occhi dei sanitari. Dovevano intervenire. Non si può andare così. Una persona che ha avuto una crisi psichica è stata uccisa, praticamente in diretta.
E così è successo a Barcellona... questa è l'Europa. Ma quando c'è una resistenza forte, come in Val di Susa, questi le prendono. C'è un clima di guerra, altro che invasione islamica. Dobbiamo lottare, spazzare via questa feccia che governa il mondo. Questa è la sicurezza che possiamo costruire". "Se arrivano a uccidere un uomo, sta a noi reagire affinché questa non sia l'ennesima morte senza un responsabile", ha proseguito un altro partecipante al presidio.
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