Morto “Bobe” Lipomani per quarant’anni titolare dell’Antica farmacia

Francesca Artico

Francesca Artico / PALMANOVA

Per oltre quarant’anni è stato dietro il bancone della sua farmacia di Borgo Aquileia a Palmanova distribuendo farmaci e dispensando preziosi consigli ai clienti di quella che considerava e amava come fosse la “sua città”, sebbene fosse veronese di nascita. Era così Roberto “Bobe” Lipomani, titolare fino al 2019 della “Antica Farmacia dottor Lipomani” di Palmanova, mancato a 70 anni nella sua abitazione a causa di una malattia. Lascia la moglie Elisabetta D’Agostinis. I funerali saranno celebrati domani alle 15 nel Duomo di Palmanova. Roberto Lipomani, figlio di farmacisti veneti con attività a Padova, arriva in Friuli con la famiglia nel 1954, quando i suoi genitori rilevano una delle farmacie della città stellata. Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo a Palmanova si iscrive al liceo scientifico Bertoni di Udine, dove si diploma nel 1972. Sceglie poi l’università di Trieste dove frequenta il corso di laurea in farmacia, laureandosi nel 1980. Nel 2019 cede l’attività per problemi di salute. Come racconta la moglie Elisabetta, «Roberto, che tutti conoscevano con il diminutivo “Bobe”, si era subito ben integrato nel contesto palmarino, si considerava friulano a tutti gli effetti. Era un farmacista vecchio stampo, più professionista che commerciante. Ai suoi clienti dispensava i consigli che si danno alle persone che hanno bisogno di aiuto e di conferme alle loro insicurezze. Estroverso, simpatico, di una bontà semplice. È questa bontà che lo ha fatto benvolere e stimare da tutti. Per capire come fosse, cito la definizione di una nostra amica: per noi è stato un grande regalo averlo conosciuto», la moglie ferma le parole, commossa. Roberto Lipomani era anche un «compagnone, amico di tutti, un galantuomo», ricorda chi lo ha conosciuto. Amava le barche (ne aveva avute più d’una) e dunque navigare, ed era anche un grande appassionato di macchine e motori. Poi è arrivata la malattia che, aggravata da una ulteriori patologie, ha fatto precipitare la situazione e se l’è portato via, di notte, nella «serenità della sua casa», con accanto la moglie che ha scelto di accudirlo fino all’ultimo. —

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