Trieste dà l’addio a Savino Rebek, finalista olimpico a Roma nel canottaggio singolo

Il successo a 19 anni nei giochi del 1960

Maurizio Ustulin
Savino Rebek
Savino Rebek

E’ venuto a mancare giovedì notte Savino Rebek, uno dei due singolisti italiani finalisti olimpici di tutti i tempi. Nato a Trieste il 13 novembre 1940, iniziò a remare gareggiando sempre per la Ginnastica Triestina nel 1956, allenato da Mario Ustolin, rivelandosi da subito sculler di valore. Nel 1958 vinse il titolo italiano sia in singolo sia in doppio con Crusizio, e nel 1959 si ripetè vincendo ancora i due titoli italiani nella categoria juniores. Nel 1960 vince il campionato italiano assoluto in singolo e secondo nel doppio.

Dopo aver vinto tutte le preolimpiche, si qualifica, a 19 anni, per i Giochi Olimpici di Roma. Vinse a sorpresa la batteria davanti a Finlandia, Austria e Gran Bretagna, ed entrò direttamente in finale. In una sua intervista ricordava: «In partenza non ero veloce, passavo in genere in quarta, quinta posizione i primi 500 metri e poi venivo fuori alla distanza. Avevo il terzo o quarto tempo in batteria e volevo tentare di prendere la medaglia. Partii fortissimo tanto che transitai in testa ai 500 metri. Sul traguardo arrivai sesto a pochi decimi dagli Usa, nella gara vinta da Ivanov». Nel 1961 vince il campionato assoluto in singolo e partecipa agli Europei di Praga classificandosi ottavo.

 

Nel 1962 era in procinto di partire per le selezioni per i primi Campionati del Mondo di canottaggio che si svolsero a Lucerna, ma un attacco di peritonite lo costrinse a rinunciare. Passò al Gruppo sportivo dei Vigili del fuoco Ravalico, ma ci rimase per poco tempo. Ritornò alla Sgt in qualità di socio, smettendo di gareggiare nel 1966. Socio Benemerito della Fic, uscì a lungo in singolo dal numero 6 di Pontile Istria, per poi passare al tipo regolamentare, alternando la voga alla bicicletta. Di lui lo si ricorda come persona riservata. Il funerale sarà celebrato giovedì 7 alle 10 al cimitero di

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