Crescono multe e sequestri per i mendicanti e i venditori abusivi di Trieste

Il Nucleo interventi speciali della polizia locale fotografa la situazione: il turismo alimenta il commercio irregolare, i parcheggiatori abusivi si sono ridotti ma continua il sequestro di droghe legate al micro spaccio anche di minorenni

Fabio Dorigo

​Aumenta il numero di mendicanti e venditori abusivi che operano in città. Il prezzo che Trieste paga per essere diventata una città di turisti e di eventi. È il dato più eclatante riportato nel report del Nis Nucleo interventi speciali della polizia locale del Comune di Trieste nell’azione di contrasto al degrado urbano.

Spaccio e abusivismo

Nei primi sei mesi dell’anno poco meno di 112 violazioni registrate con 32 sequestri (nell’intero 2025 c’erano state 123 violazioni con 24 sequestri). E siccome i sequestri riguardano soprattutto i venditori abusivi, piuttosto che i mendicanti, si fa presto a capire che il fenomeno in forte crescita è quello del commercio irregolare. «I mendicanti – spiega il comandante della Polizia Locale Walter Milocchi – sono sempre quelli. Vanno e vengono. Le violazioni non sono più di 25».

Un discorso a parte merita il sequestro di sostanze stupefacenti (65 quest’anno e 110 l’anno scorso) collegato a episodi di piccolo spaccio. «Il contrasto al micro-spaccio rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti. Il dato più inquietante sono i minorenni coinvolti. Abbiamo avuto casi di dodicenni», aggiunge il comandante. Dallo scorso anno la struttura si è arricchita di un’unità cinofila: Conan, un cane molecolare di razza belga e il suo addestratore, un sottufficiale della Polizia locale.

Un altro dato discordante sono gli “indicatori di parcheggio” (ovvero i parcheggiatori abusivi). Sei violazioni nel primo semestre di quest’anno contro le 69 del 2025. Il problema è legato ai parcheggi. Con le Rive di Trieste sequestrate dalla navi da crociera è venuto meno lo spazio operativo. «Ora si limitano ad agire nell’area dell’Ospedale Maggiore. Sono rimasti davvero in pochi» aggiunge il vice commissario Giuliano Crechici.

Bivacchi e degrado urbano

Interessante i dati elevati sui bivacchi: 34 violazioni quest’anno contro le 85 dell’anno scorso. Un fenomeno che, a differenza di quello che si pensa, non riguarda gli immigrati della rotta balcanica. «Sono per lo più turisti low cost che piantano tende o pernottano all’aperto sul Colle di San Giusto o sulla Riviera di Barcola», aggiunge Milocchi.

Per il resto il report sull’attività contro il degrado urbano del 2026 restano in linea con il 2025. Ci sono le minzioni (la pipì) in pubblico (6 su 15), le nudità in centro (3 su 4), i cani senza guinzaglio (12 su 28). In linea i provvedimenti di allontanamento (165 contro i 335) a cui però sono corrisposti per ora zero daspo (8 lo scorso anno).

Le attività del Nis

«Il Nis si occupa principalmente del contrasto al degrado urbano nella nostra città. I dati presentati sono particolarmente significativi perché offrono una fotografia dello stato del territorio», spiega l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo.

Il Nis è stato istituito nel 2007 per volontà dell’amministrazione comunale, inizialmente con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dei writers e le principali forme di degrado urbano. All’inizio il Nis era composto da 10 operatori, mentre oggi ne conta 22.

Il Nucleo garantisce mediamente la presenza di tre pattuglie per ogni turno di servizio, una operativa nella zona est della città, una nella zona ovest e una dedicata al centro cittadino. Durante il periodo estivo si aggiunge un’ulteriore pattuglia che, in collaborazione con il reparto motorizzato, è impegnata nel presidio dell’area di Barcola (3,5 chilometri di costa), uno dei luoghi più frequentati della città nella stagione balneare.

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