Trieste, guerra alla sosta selvaggia per il gelato: scattano i controlli fissi davanti a Zampolli
Via Ghega presidiata dalla Polizia Locale dopo le proteste dei cittadini per il traffico in tilt e i bus bloccati. Il comandante Milocchi: «Situazione insostenibile, i controlli continueranno»

Rallentamenti alla viabilità, una corsia della carreggiata perennemente intasata e mezzi privati parcheggiati tutto il giorno sulla fermata del bus poco distante. Sono i motivi che hanno portato a un controllo mirato della Polizia Locale sul tratto di strada davanti alla gelateria Zampolli di via Ghega. Monitoraggio che continuerà, anche a seguito di segnalazioni giunte dai cittadini.
Un provvedimento che divide i triestini, tra chi non vuole rinunciare al gelato preso al volo, lasciando l’auto o lo scooter in sosta vietata, e chi invece plaude a un rispetto delle regole atteso da tempo. E fioccano le prime multe.
Il pattugliamento della Polizia locale, in alcuni momenti anche con il supporto di coni posizionati fuori dal locale, ha attirato l’attenzione di molti e ha sorpreso soprattutto i clienti che acquistano il gelato lasciando il mezzo parcheggiato sulla carreggiata. Da Zampolli spiegano che «è da circa due settimane che vediamo sempre i vigili qui, i clienti si lamentano ma naturalmente non possiamo dire nulla».
I titolari sono consapevoli che fermarsi in quel punto è vietato, ma la prassi, c’è da dire, ormai è consolidata da tempo.
Un’abitudine che la Polizia locale cerca ora di contrastare anche se quando gli agenti si allontanano, la sosta selvaggia riprende istantaneamente e prosegue in realtà lungo tutto il lato di via Ghega dove si trovano sia la gelateria che altri locali. Il congestionamento del traffico è più intenso nel pomeriggio e di sera. Il comandante della Polizia locale, Walter Milocchi, riferisce che «i controlli si sono intensificati su richiesta di alcuni cittadini», non si sa se residenti o persone che lavorano nella zona, e che in ogni caso «la situazione era diventata insostenibile sia per l’occupazione della carreggiata sia per i tanti mezzi privati sulla fermata del bus. «Il nostro intervento», sottolinea Milocchi, «punta ad essere anche preventivo, nella speranza che la gente capisca che è meglio lasciare l’auto parcheggiata regolarmente nei dintorni o arrivare a piedi. Quando ci vedono c’è un fuggi fuggi generale e la zona resta sgombera fino a quando siamo presenti e anche per questo spesso ci fermiamo a lungo». Il comandante conferma anche che «i controlli andranno avanti ancora».
Sui social intanto i triestini si dividono, c’è chi pensa che il problema non sia poi rilevante, forse perché abituato da sempre alla sosta vietata anche se di breve durata, ma c’è anche chi crede sia doveroso far rispettare le regole, tanto più in un punto così trafficato, dove si rischia di limitare la visibilità di chi svolta su via Ghega e il passaggio agevole dei bus e di altri mezzi.
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