Muore mentre raccoglie lamponi nel Comelico
Nell’albergo del Passo Monte Croce Comelico, quando venerdì sera non l’hanno più vista rientrare per la cena, si sono subito preoccupati. E hanno dato l’allarme. Ci sono volute ore per trovarla: il corpo ormai senza vita dell’ottantaseienne triestina Carmen Dobrigna Reia, è stato rivenuto alle due di notte dai cani delle unità cinofile.
L’anziana era nei pressi di un sentiero, dentro a un cespuglio, dove si era chinata per prendere dei lamponi. Con ogni probabilità la signora ha avuto un malore improvviso ed è deceduta. Forse non ha fatto nemmeno in tempo a chiamare aiuto.
Imponente la macchina dei soccorsi attivata sulle alture del Passo, sul confine tra le province di Belluno e Bolzano, dove l’ottantaseienne era in vacanza: un centinaio tra Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, Vigili del fuoco ed esperti del Soccorso Alpino di Sesto e di Comelico Superiore, insieme alle unità cinofile.
Carmen Dobrigna Reia andava in quella zona da molti anni e sempre nello stesso hotel. Da quelle parti era di casa, come in famiglia.
La donna è uscita dall’albergo alle quattro e mezzo per andare a passeggio e a raccogliere i lamponi selvatici, come amava fare.
La signora Carmen è stata vista l’ultima volta proprio dal personale di servizio. Le telecamere di sicurezza dell’hotel hanno ripreso l’anziana mentre usciva per la passeggiata pomeridiana. Prima di far scattare i soccorsi, i gestori hanno chiesto informazioni tra chi la conosceva. Ma invano.
Le perlustrazioni si sono concentrate innanzitutto nell’area attorno alla struttura alberghiera. Poi sono proseguiti nei sentieri vicini, soprattutto lungo i percorsi che portano a Malga Coltrondo e nelle vicinanze. È battendo i boschi, le strade sterrate e i campi della zona, che le squadre hanno rintracciato l’anziana.
La salma giaceva riversa in un cespuglio, nei pressi del Lago Nero; un punto in realtà non particolarmente distante dall’albergo. Carmen non si era allontanata molto. Accanto c’era il secchiello con i lamponi già raccolti. «Sarebbe stato impossibile trovarla senza l’aiuto dei cani», spiega Josef Reiner, capo stazione del Soccorso Alpino di Sesto, che ha coordinato le squadre. «Abbiamo iniziato le ricerche alle nove di sera, quando ormai era buio. Alle due di notte abbiamo rinvenuto la signora». —
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