Musica live all’aperto a rischio Appello degli artisti al Comune

Chiesto un tavolo di confronto sul piano di classificazione  acustica per spiegare i problemi amministrativi da affrontare per organizzare gli eventi



«Riaccendiamo la musica». Alle 18 di ieri erano già 1.975 i firmatari della petizione online promossa dal Comitato Trieste Viva a seguito delle novità introdotte dal Piano di classificazione acustica approvato lo scorso dicembre dal Consiglio comunale.

Novità che vanno a incidere pesantemente sull’attività di chi intende organizzare una proposta musicale in città, soprattutto nelle zone meno centrali, dove, quand’anche venga autorizzata un’iniziativa musicale, comunque deve svolgersi «nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa e del citato Piano di classificazione acustica». Senza contare la procedura per presentare richiesta di autorizzazione, che va portata a mano al Protocollo generale del Comune, allegando precisa documentazione, una marca da bollo da 16 euro e la ricevuta del versamento di 106 euro.

«Questo provvedimento, di fatto – premette la petizione –, rende estremamente difficile, quando non impossibile, proporre un qualsiasi intrattenimento musicale all’aperto, si tratti di musica dal vivo, dj set, concerti, esibizioni musicali, feste, ballo, cinema, eventi sportivi svolti in strutture pubbliche o private, fiere, mercati e manifestazioni politiche, religiose o associazionistiche e qualsiasi altra forma di intrattenimento che comporti emissioni sonore».

I promotori della petizione chiedono al Comune «la semplificazione della procedura, ad esempio consentendo anche l’invio telematico via Pec della richiesta di autorizzazione, l’abbattimento della quota di 106 euro, visto che altre amministrazioni comunali non chiedono questo importo». E ancora, «la concessione di accedere – si legge – ai limiti acustici in deroga anche alle manifestazioni temporanee non programmate nella zona in deroga permanente (ad esempio concedendo 14 eventi all’aperto all’anno con un massimo di 2 eventi in giorni consecutivi alla settimana), e una deroga su tutto il territorio cittadino, anche in occasione della Barcolana e del capodanno Serbo-Ortodosso».

La petizione chiede, inoltre, un’estensione dell’area in deroga acustica che attualmente esclude vie pedonali, centrali o turisticamente importanti come, ad esempio, piazza Sant’Antonio, viale XX Settembre, il castello di San Giusto, via XXX Ottobre. Gli organizzatori dell’iniziativa, lamentando l’assenza di un vademecum che sintetizzi tutti gli adempimenti a cui deve sottostare chi vuole organizzare un evento, si augurano l’apertura di «un tavolo di confronto tra artisti e Comune per spiegare le molteplici difficoltà che comporta l’organizzazione di un evento, siano esse di natura tecnica o amministrativa». —



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