Muti a Redipuglia con il Requiem di Verdi

Mancava soltanto l’ufficialità. È giunta sabato. Riccardo Muti dirigerà domenica 6 luglio, alle 21, al Sacrario di Redipuglia la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. (In più, annuncia per il 30 giugno un omaggio a Claudio Abbado, con la sua Orchestra Mozart). Il concerto, “Requiem per le vittime di tutte le guerre”, rappresenta l’evento principale della venticinquesima edizione del Ravenna Festival, ieri annunciata al teatro Alighieri del capoluogo romagnolo, e fa parte delle Commemorazioni Nazionali per il Centenario della Grande guerra. Saranno invitati ad assistervi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oltre ai presidenti di Austria, Slovenia, Croazia e a esponenti delle massime istituzioni italiane e degli altri tre Paesi. Rientra pure nella ventitreesima edizione di Mittelfest che, all’evento, afferma il sovrintendente della Fondazione Ravenna Manifestazioni, Antonio De Rosa «fornisce una preziosa e gradita collaborazione coproduttiva».
Nell’occasione, il maestro Muti dirigerà i giovani dell’orchestra Luigi Cherubini, da lui fondata, il coro del Friuli Venezia Giulia, oltre a musicisti e coristi del teatro Verdi di Trieste e di prestigiose compagini internazionali appartenenti a Paesi che presero parte alla Grande Guerra. Al di fuori di quelli della Cherubini, che resterà col suo nome, gli altri musicisti costituiranno la European Spirit of Youth Orchestra. Le voci soliste saranno quelle del soprano Tatiana Serjan, del mezzosoprano Daniela Barcellona, del tenore Saimir Pirgu, del basso Riccardo Zanellato. L’evento sarà trasmesso, a pochi giorni dalla sua realizzazione, da Rai1.
«Ulteriori dettagliate notizie riguardo il concerto - afferma ancora Antonio De Rosa - verranno comunicate in un incontro stampa che avrà luogo in primavera a Roma, con data da definirsi. A tale incontro parteciperanno il maestro Riccardo Muti e i vertici del Ravenna Festival, oltre, lo spero, al ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini nonché ai rappresentanti di Rai, Mittelfest e della Regione Friuli Venezia Giulia, che, a tal proposito, nelle persone della sua presidente, Debora Serracchiani e dell’assessore alla Cultura, Gianni Torrenti, desidero ringraziare per la preziosa collaborazione che stanno prestando alla realizzazione dell’evento».
Il Requiem di Verdi cui potremo assistere a Redipuglia il 6 luglio sarà eseguito, con i medesimi interpreti, il giorno precedente, al palazzo Mauro De Andrè del capoluogo romagnolo, secondo lo spirito de “Le vie dell’amicizia”, che, ogni anno, dal ’97, il Ravenna Festival percorre: lo stesso concerto viene eseguito al Pala De Andrè, e, uno o al massimo due giorni dopo, ripetuto con gli stessi protagonisti, nei luoghi dove la Storia ha assunto i caratteri della tragedia.
Tutto è nato nel ’97, con Sarajevo, dove il Ravenna Festival è tornato nel 2009. Ed è, quindi, la seconda volta che le sue ”Vie dell’amicizia” approdano in una stessa regione: in molti ancora ricorderanno il concerto del maestro Muti in piazza Unità, a Trieste, il 13 luglio 2010, con, fra il pubblico, i presidenti di Italia, Slovenia e Croazia. L’anno successiv. o, poi, Riccardo Muti di Trieste divenne cittadino onorario.
Tornando al festival 2014, edizione 25 come si diceva, il titolo e tema è “1914: l’anno che ha cambiato il mondo”. È, al solito, ricco il suo calendario di appuntamenti che avranno luogo dal 5 giugno all’11 luglio. Del festival, quella di giugno-luglio è la parte più fitta ma ci sarà anche, come da qualche anno a questa parte, una coda nei mesi successivi, che, nel 2014, si svolgerà dal 2 all’8 ottobre al teatro Alighieri con protagonisti il balletto e l’orchestra del teatro Marinskij di San Pietroburgo impegnati nella “Trilogia d’autunno”: “Giselle”, “Lago dei cigni” e “Trittico ‘900”.
Di fatto, il venticinquesimo Ravenna Festival sarà inaugurato al pala De Andrè il 5 giugno con uno spettacolo in esclusiva per l’Italia: ci saranno Svetlana Zakharova, con étoile del Teatro Bolshoi di Mosca, e il violinista Vadim Repin, che, nell’occasione, dirigerà anche l’orchestra Cherubini.
Non mancheranno, sempre al Pala De Andrè, i concerti sinfonici cui il Ravenna Festival ci ha abituati nel tempo: avremo, il 7 giugno, l’orchestra filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov (e con Repin questa volta “solo” violinista) e l’11, sempre di giugno, la Cherubini diretta da Kent Nagano con Till Fellner al piano, nonché, tre giorni dopo, Valerij Gergiev a dirigere la Czech Philharmonic Orchestra (Yeol Eum Son, al piano); il 30 dello stesso mese, invece, a capo della Mozart e della Cherubini ci sarà Muti in ricordo di Abbado. Pianista: David Fray.
Avremo poi (il 9, 10, 11 giugno, all’Alighieri), in prima europea e in esclusiva per l’Italia, “Chéri”, spettacolo liberamente tratto dai romanzi di Colette, concepito, diretto e coreografato da Marta Clarke, con Alessandra Ferri, Herman Cornejo (American Ballet Theatre) e Amy Irving. Ancora al pala De Andrè, il 19 giugno ci sarà Ute Lemper (con la Cherubini diretta da Tonino Battista) a proporre “Canzoni dal secolo breve” (1914-1991); due giorni dopo, in esclusiva per l’Italia, il Ballet du Grand Théatre de Genève; il 27 dello stesso mese un’altra prima italiana: “Souls” (ideazione e coreografia di Olivier Dubois).
Esclusiva italiana è pure quella del 3 luglio, sempre al pala De Andrè, con la Trisha Brown Dance Company. Ma in cartellone, troviamo anche altri appuntamenti di spicco: Giovanni Sollima (in due spettacoli, uno con l’orchestra popolare “La Notte della Taranta”), Vinicio Capossela (pure lui in due spettacoli, uno con “La Banda della Posta”), un ricordo di Charlot nel suo centenario (centenario di Charlot, non di Chaplin!), la lectio magistralis sulla Grande Guerra di Annette Becker, oltre a Elena Bucci, Ermanna Montanari, Micha van Hoeche, Roberto De Simone, il Takku Ligey Théâter e a Claudio Bisio, impegnato il 25, 26 e 27 giugno, all’Alighieri, in “Forever young” (da “Gli sdraiati”) di Michele Serra.
E ci sarà pure Moni Ovadia che il 16 giugno, al teatro Alighieri, con Lucilla Galeazzi, presenterà “Doppio Fronte. Oratorio per la Grande Guerra” in quella che è una coproduzione Ravenna Festival e Mittelfest. Molta carne al fuoco, insomma. Al punto che, se si dovesse aver dimenticato qualcosa, per dirla col Manzoni, “credete che non s’è fatto apposta”.
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