Nasce il laboratorio hi-tech per stanare documenti falsi

Gli agenti della Polizia locale hanno in dotazione da oggi un laboratorio nuovo di zecca per rilevare i documenti falsi. Lo strumento è stato presentato ieri nella caserma di San Sebastiano dal vicesindaco Paolo Polidori, dall’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti e dal comandante Walter Milocchi.
La tecnologia attraverso la quale sarà possibile identificare i documenti falsi è costituita da un’interfaccia operativa e da apparecchi portatili, denominati Smart fad secom, che saranno in dotazione agli agenti operativi strada. Questi possono effettuare una prima verifica dei documenti presentati, rimandando ad eventuali difformità e contraffazioni che poi possono essere accertate e approfondite attraverso le apparecchiature (SCD Fast Serie x) collocate in un apposito ufficio all’interno della caserma San Sebastiano.
Il sistema, del valore di 30 mila euro, permette di individuare anomalie e contraffazioni su un numero considerevole di documenti. «Basti pensare - ha ricordato Milocchi - che solamente nella Ue ci sono ben 160 modelli di patenti diverse». Un sistema estremamente valido e già testato in altre città come Milano e Venezia.
«Il fatto di avere in dotazione questo sistema - ha sottolineato Polidori - ci permetterà di avere una marcia in più nella fase di rilevazione dei falsi documentali. I valori di riferimento sono la condivisione e la velocità di rintracciamento del falso. Questo sistema potrà essere utilizzato da tutte le forze di Polizia locale della regione, oltre che dalle forze dell’ordine che ne faranno richiesta». Concetti ripresi anche da Roberti. Si tratta di uno strumento fondamentale per la sicurezza - ha dichiarato l'assessore regionale alla Sicurezza. La Polizia locale di Trieste con i suoi 200 uomini e donne in divisa continua a crescere e a specializzarsi, capace di fare rete e sistema, innalzando sempre più il livello di sicurezza per i cittadini del nostro territorio». —
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