Nascite a picco, città ai minimi storici

Ne 2014 soltanto 218 “lieti eventi” a fronte di 462 decessi. Cala anche il numero di cittadini stranieri: non c’è lavoro
Di Francesco Fain
Il reparto di ostetricia dell' ospedale Lotti di Pontedera (Pisa) in un'immagine d'archivio. FRANCO SILVI / ANSA / PAL
Il reparto di ostetricia dell' ospedale Lotti di Pontedera (Pisa) in un'immagine d'archivio. FRANCO SILVI / ANSA / PAL

Lo sciopero delle cicogne. Se Gorizia perde sempre più abitanti, la responsabilità non è del saldo migratorio (che misura le immigrazioni e le emigrazioni dalla città), bensì del saldo naturale (la differenza fra nati e morti).

Nascite

al lumicino

A Gorizia, nel 2014, sono stati registrati all’Ufficio anagrafe del Comune 218 neonati, il minimo storico, a fronte di 462 decessi. Significa che il saldo naturale si è chiuso con una variazione di “-243”. Perché ne parliamo oggi? Perché la giunta comunale ha appena approvato il “Documento di programmazione 2016-2018” che, al suo interno, contiene un interessante report demografico con l’andamento storico degli ultimi anni. Dal 2010 ad oggi, il saldo migratorio è sempre stato positivo, ovvero sono state più le persone che hanno scelto di mettere su casa a Gorizia rispetto a quelle che hanno deciso di lasciare la città. Nel 2010 il saldo è stato di “+42”, nel 2011 di “+206”, nel 2012 “+512”, nel 2013 “+72”, nel 2014 “+9”. Del tutto negativo il saldo naturale con le nascite quasi dimezzate, nell’ultimo lustro, rispetto ai decessi. E in questo caso, c’entra poco la chiusura del Punto nascita. Il bilancio demografico alla voce “nati” prende, infatti, in considerazione i neoiscritti all’Anagrafe e non i parti a Gorizia, che non ci sono più proprio perché il reparto è stato spazzato via. Siamo lontani mille anni luce dal 1960 quando nacquero in città... 627 bambini.

Gli stranieri?

Se ne vanno

Ma dall’approfondimento statistico emerge anche un altro aspetto non banale. In completa controtendenza rispetto a ciò che accade nel resto del Belpaese, inizia a calare il numero degli stranieri residenti. Non è difficile dare la responsabilità al lavoro che non c’è e a una città ormai deindustrializzata. Se ne sono accorti anche i richiedenti-asilo (che comunque non fanno parte del computo demografico): resteranno qui sino a quando non avranno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato politico, poi se ne andranno altrove. Perché «Gorizia è troppo piccola per trovare lavoro», perchè «in un luogo di confine è più difficile individuare un’occupazione».

Cresciuti di quasi 800 unità dal 2006 al 2013, gli stranieri regolarmente residenti a Gorizia sono passati nell’ultimo anno da 3.321 a 3.273. Nel contempo, si registra un considerevole aumento della popolazione straniera nella fascia 0-14 anni che è aumentata del 59% in sette anni, passando da 429 a 685 nel periodo 2006-2013: in quella fascia rappresentano circa il 16% della popolazione mentre nella fascia d’età 15-29 rappresentano circa il 15 per cento.

Il dato

generale

Al 31 dicembre 2014 in città risiedevano 35.114 persone, contro le 35.349 del primo giorno del 2014. Dei 35.114 residenti, 16.854 sono maschi, 18.260 le femmine, radunati in 17.061 nuclei familiari. La fascia più nutrita è quella degli adulti (30-65 anni), che conta 17.468 persone; a seguire, gli anziani (oltre i 65 anni), che sono 9.154, poi i 4.400 ragazzi già potenzialmente avviabili al mercato del lavoro (tra i 15 e i 29 anni), i bimbi in età scolare (2.206) e quelli in età pre-scolare (fino ai 6 anni, sono 1.886). Come detto, decresce progressivamente il tasso di natalità in città, passato dal 7,49 del 2012 al 6,19 dello scorso anno. Cala, tuttavia, anche il tasso di mortalità: nel 2013 era del 14,11, l’anno passato si è assestato a 13,11.

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