Nel 2007 l’ipotesi palacongressi, poi cestinata

Palacongressi, polo museale, super-albergo. Da sette anni a questa parte le proposte sulla futura destinazione di palazzo Carciotti si sono rincorse di continuo, alternandosi. Ora la nuova strada intrapresa da Comune e Direzione regionale dei Beni culturali si declina in una combinazione di due elementi: un Museo della città sul versante di maggiore prestigio dell’edificio, e un albergo o comunque un’area ricettiva sul fronte interno.
Nel 2007 era stato l’attuale segretario politico di Un’Altra Trieste, Francesco Cervesi, ex consigliere provinciale (nel 2011 candidato presidente per palazzo Galatti con la compagine bandelliana), a regalare alla città il progetto di riqualificazione del Carciotti in chiave di palacongressi. Una soluzione su cui il Comune all’epoca si era espresso favorevolmente e per la quale l’allora direttore regionale dei Beni culturali Roberto Di Paola era arrivato - sulla base dell’accordo siglato col Municipio - sino a Roma, ottenendo il finanziamento della società Arcus. Nel 2010, però, il soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici in quel tempo in carica, Luca Rinaldi, definì quell’intesa stessa fra Comune e Soprintendenza una scatola vuota.
Con l’andare del tempo poi, ed evidentemente anche in virtù della prospettiva di vedere realizzato un nuovo spazio congressuale al Silos a fianco della stazione ferroviaria (progetto che nel frattempo però attende ancora di decollare), l’opzione congressi è scemata. Scartata ancora nell’era del Dipiazza-bis. Nel 2012 (anno peraltro dello squarcio alla cupola del palazzo - successivamente riparata - inferto dalle fortissime raffiche di bora), quindi con l’amministrazione Cosolini e il centrosinistra a guidare il Comune, era circolata l’ipotesi di far diventare il gioiello neoclassico un grande albergo, con spesa appannaggio di un investitore privato (da individuare) interessato poi a trarre profitto dalla nuova struttura ricettiva. Nulla, però, si è successivamente mosso in questo senso. Altra idea avanzata, la trasformazione in un polo museale. Sino all’ultimo cambiamento di rotta. «Di cui nel 2014 (se l’iter procederà senza intoppi, ndr) potremmo iniziare a vedere la realizzazione», dice Giangiacomo Martines, direttore regionale dei Beni culturali a meno di un mese dalla pensione. (m.u.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








