Nella cabina telefonica difesa a furor di popolo entrano solo le piante

Ronchi dei Legionari aveva fatto bloccare la dismissione in via Mazzini A distanza di anni è avvolta dalla vegetazione e non la usa più nessuno 
Bonaventura Monfalcone-09.08.2019 Cabina telefonica-Via Mazzini-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-09.08.2019 Cabina telefonica-Via Mazzini-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

il caso



C’erano una volta i gettoni. Poi le schede. E le lunghe file per chiamare a casa quando si faceva il militare. Poi l’avvento della tecnologia e del cellulari. Sempre più sofisticati, sempre più alla portata di tutti. E così è tramontata l’epoca delle cabine telefoniche e dei telefoni pubblici. Sempre di meno e sempre più disertate. Tanto che Telecom Italia, la vecchia Sip che salutò come una conquista la sistemazione delle cabine disseminate su tutto il territorio nazionale, ha deciso piano piano di metterle in soffitta. Da allora ne sono sparite tante.

Nel 2015, quando apparvero i cartelli che annunciavano la dismissione di alcune cabine, molti insorsero e la Telecom, in parte, tornò sui suoi passi. Tra le strutture rimaste quella di via Mazzini, a pochi passi dall’ex albergo Furlan. C’è, resiste ancora, peccato che per entrarvi ci voglia quasi il macete. La cabina, così come parte del marciapiede, è quasi del tutto off limits a causa della ricca e rigogliosa vegetazione. Come nella giungla, anche se siamo in pieno centro di Ronchi. Un albero, che sorge in una proprietà privata, ha spinto i suoi rami carichi di foglie sino a quasi avvolgere la cabina, così se già prima era poco frequentata, ora è praticamente deserta. Vien da chiedersi che cosa sia servito battersi per il suo mantenimento. Non viene svolto un briciolo di manutenzione, non c’è evidentemente vigilanza sulla potatura dei rami da parte delle proprietà private. Ma evidentemente non esiste più l’utenza... All’interno della cabina telefonica c’è una pianta rampicante che raggiunge la cornetta.

Se il regolamento di Polizia urbana, che obbliga i cittadini a curare il proprio verde, deve essere fatto rispettare; allo stesso modo se ci sono, se sono rimaste, seppur poche, le cabine telefoniche vanno fatte funzionare, rese accessibili, altrimenti rimangono pezzi da museo, abbandonate tristemente a se stesse e sempre più nel degrado.

A Ronchi dei Legionari, cabina più cabina meno, sono rimaste attivi solo una decina di queste vecchie e ormai poco frequentate realtà. Con l’avvento del telefonino, come detto, sono destinate a diventare memoria storica. Ma ci sono zone che non possono, a detta di alcuni, essere sguarnite. Cabine sempre più con il contagocce sul territorio cittadino, mentre anche all’aeroporto regionale non c’è più la dotazione di un tempo. La stazione Nord, poi, ne è priva, così anche quella del polo intermodale dei trasporti, mentre anche i bar e le trattorie, lentamente, hanno dismesso quello che era un servizio in più per la clientela. —



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