Nella cassa di Generali un tesoretto di 10 miliardi per tornare a crescere

MILANO. Le Generali premono l'acceleratore sulla crescita. E per la prima volta, dopo la cura dimagrante degli ultimi anni, si ritrovano con un tesoretto di 10 miliardi che in parte potranno essere impiegati in nuove acquisizioni. Nel palazzo art nouveau delle Scintille, a due passi dalla Torre Hadid, nuova icona del gruppo triestino nel quartiere Citylife, il Ceo Philippe Donnet alza il sipario sul piano strategico triennale 2021 che punta a rafforzare il peso della compagnia in un'Europa che dovrà sviluppare prodotti e servizi nel welfare, nella spesa sanitaria e in uno stato sociale sempre più in ritirata: «Saremo partner a vita per i nostri clienti», ha detto il Ceo francese che con questo piano, dopo gli anni del rafforzamento patrimoniale e della cessione di partecipazioni non strategiche, di fronte a oltre un centinaio di analisti, all'Investor Day lancia il guanto di sfida ai rivali Axa e Allianz, oggi molto più "pesanti" in termini di capitalizzazione. L'obiettivo è colmare le distanze e diventare leader di mercato per piccole e medie imprese, professionisti e privati: «L'Europa resta molto attrattiva grazie anche a una ricchezza privata elevata che sostiene la vendita dei prodotti nel ramo Vita e nell'asset management».
Le Generali, con 63 miliardi di premi, tentano così la scalata al Vecchio Continente in tempi di spread alle stelle e crescita stentata: «Abbiamo obiettivi ambiziosi per accelerare la crescita e offrire rendimenti elevati ai nostri azionisti», sottolinea Donnet che precisa come 4-5 miliardi del "tesoretto" saranno destinati a dividendo per i soci mentre 1,5-2 miliardi serviranno a ridurre il costo del debito. Tutto ciò con un obiettivo di taglio dei costi di circa 200 milioni al 2021 sui mercati maturi.
Il piano promette soprattutto un aumento degli utili per azione al tasso composto del 6-8%, dividendi in crescita e rendimenti più elevati per gli azionisti. Donnet ha così in serbo buone munizioni per accelerare anche sul fronte delle acquisizioni. Il Leone è pronto a investire fra i 3 e i 4 miliardi per la crescita organica ma anche facendo shopping che potrebbe includere operazioni nell'asset management con l'obiettivo di creare quella che il Ceo chiama «una multi-boutique». E mette in campo circa 1 miliardo per creare una piattaforma paneuropea per gestire la trasformazione digitale del gruppo.
Sul fronte dei mercati l'Est Europa resta uno dei mercati sotto osservazione accanto a Asia e Sud America. Il regista dell'espansione internazionale del gruppo e nuovo general manager Frederic de Courtiois scandisce: «Vogliamo rafforzarci in Slovenia, Polonia e in tutta l'Europa Centro orientale». Il triestino Cristiano Borean, nuovo capo della finanza al suo esordio nel ruolo, ha spiegato agli analisti che il gruppo è in linea per centrare ii target finanziari e industriali del 2018: fra questi una politica più generosa dei dividendi con un payout nell'arco del piano fra il 55 e il 65%.
Nell'arco della giornata di ieri sul podio si sono alternati tutti i manager della prima linea che governano sull'Europa. Giovanni Liverani, numero uno della Germania, ha spiegato la fase due in terra tedesca dopo la ristrutturazione e la cessione dell'89% di Leben. Jean-Laurent Granier ha disegnato la conversione tecnologica del mercato francese; mentre Marco Sesana ha focalizzato il forte recupero dell'Italia soprattutto dopo il recente accordo con Fiat-Crysler. —
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