Nelle due Gorizie al via i corsi di italiano e sloveno per gli operatori dell’emergenza

Il GectGo ha avviato il progetto Sanitas che coinvolge personale sanitario e vigili del fuoco

Francesco Fain
Il progetto Sanitas con alcuni degli operatori dell’emergenza interessati ai corsi
Il progetto Sanitas con alcuni degli operatori dell’emergenza interessati ai corsi

«Tanto lavoro è stato fatto. E vogliamo abbattere, ora, anche il confine linguistico».

A dirlo è Romina Kocina, direttrice del GectGo, che rileva come, in occasione della riunione dei tre Consigli comunali di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba, in molti interventi sia stata ravvisata la necessità, per non dire l’urgenza, di conoscere reciprocamente la lingua del proprio vicino.

Il progetto transfrontaliero

E il primo tassello già c’è. Perché si stanno organizzando corsi di lingua per il personale sanitario. Questi sono gli obiettivi del progetto Sanitas, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027. Il budget totale è di 856.411 euro di cui il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) fa la parte del leone con 685.128,80 euro. Il cofinanziamento pubblico italiano assomma a 74.379,04 euro mentre l’apporto sloveno è di 96.903,16 euro.

Il Gruppo europeo di cooperazione territoriale è uno dei partner di progetto. Il Comune di Aidussina è il capofila ma sono coinvolti pure l’Azienda sanitaria giuliano-isontina, la Gasilska enota Nova Gorica (i vigili del fuoco di Nova Gorica) e lo Zdravstveni dom Nova Gorica (Centro sanitario di Nova Gorica). Fra i partner associati ci sono pure la Protezione civile del Fvg e altri enti sanitari locali sloveni.

La conoscenza delle lingue

«Entrando nello specifico - spiega ancora Kocina - i corsi rispondono all’obiettivo generale di rafforzare il bilinguismo nell’area transfrontaliera, in linea con le finalità di Go!2025, e all’obiettivo specifico di migliorare la comunicazione tra operatori sanitari dei due Paesi, superando le barriere linguistiche che spesso ostacolano la collaborazione nelle situazioni di emergenza».

Stanno per essere avviati in queste settimane due corsi di italiano base (livello A1 e A2) per i vigili del fuoco sloveni e lo staff medico, e corsi di sloveno base (livello A1 e A2) per il personale sanitario italiano. L’interesse per le lezioni è stato tale che è stato deciso di estendere i gruppi: ci saranno, quindi, quasi 30 iscritti per il corso di italiano (durerà 45 ore e sarà effettuato dall’Università popolare di Nova Gorica). Il corso di sloveno, invece, si svolge nella sede goriziana dello Ial Fvg per una quindicina di partecipanti, per un totale di 60 ore. «Non solo - rammenta Kocina -: i vigili del fuoco di Nova Gorica, il Comune di Aidussina e il Centro sanitario di Nova Gorica avvieranno, nei prossimi mesi, una serie di interventi mirati alla formazione del personale e al potenziamento delle dotazioni sanitarie. Sono previsti, infatti, corsi per il conseguimento e l’estensione delle patenti di guida professionali necessarie per la guida di mezzi di soccorso specifici».

La Protezione civile

Un gruppo di 20 persone tra vigili del fuoco e operatori della protezione civile di Nova Gorica hanno, inoltre, completato con successo un corso di Itls (International trauma life support) nel corso del quale hanno acquisito conoscenze nell’ambito della gestione dei feriti, del lavoro di squadra durante gli interventi, del processo decisionale rapido in condizioni di stress e della corretta sequenza delle azioni in presenza di lesioni potenzialmente letali. Altro aspetto rilevante: il progetto prevede importanti investimenti in attrezzature grazie al coinvolgimento della municipalità di Aidussina e del Centro sanitario di Nova Gorica.

In parallelo, i gasilci (i vigili del fuoco sloveni) hanno provveduto ad acquistare attrezzature per l’illuminazione dei siti sanitari in situazioni di emergenza, utilizzabili anche su scala transfrontaliera, senza confini. «Nel loro insieme, queste azioni - conclude la direttrice del GectGo - vogliono contribuire a rafforzare le competenze del personale coinvolto e a migliorare l’efficienza, la sicurezza e la qualità dei servizi sanitari offerti alla popolazione». —

 

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