«Nessun disordine, neppure un imbrattamento»

«Non abbiamo registrato neppure un imbrattamento, tutto si è svolto regolarmente, senza disordini». È il commento al termine della doppia manifestazione che ha visto sfilare a poche decine di metri di distanza a Gorizia CasaPound e esponenti dell'area antifascista, del questore isontino, Lorenzo Pillinini. «Tutto si è svolto come avevamo immaginato, senza il ripetersi di scenari paragonabili a quelli di Milano - ha spiegato Pillinini - .Abbiamo usato un po’ di sagacia per indirizzare i percorsi, collaborando poi fattivamente con i colleghi della polizia slovena, che hanno lavorato anche nella nostra sala operativa». Sono stati 250 gli uomini impiegati nel servizio d'ordine, con unità provenienti anche dal Veneto.
Sui fatti di sabato prende posizione Marco De Marco, segretario provinciale dell’Ugl polizia. «Va elogiato l'impeccabile apparato di ordine pubblico predisposto dal questore che ha impedito in più occasioni ai militanti antifascisti di provocare disordini e la reazione dei militanti di CasaPound armati di sole bandiere, corone e rose e che ha consentito di bloccare un pulman di antifascisti con aste sospette proveniente dalla Slovenia. Esprimiamo perplessità riguardo ad alcune prese di posizione a dir poco incoerenti che non possono essere taciute. La più sconcertante è sicuramente quella del premier sloveno Miro Cerar, che ha definito il corteo di CasaPound una "grande provocazione" che a detta sua "addirittura potrebbe oltrepassare il confine". Siamo all'assurdo, è incredibile come un premier straniero entri in polemica per una normale e pacifica manifestazione nazionale, sarebbe come se l'Italia protestasse per una manifestazione partigiana titina a casa loro. Inoltre pare che non siano stati i "fascisti" a entrare a casa sua, ma i suoi paesani a venire con sospette spranghe a casa nostra. Nell'attesa di una giusta presa di posizione da parte delle autorità italiane, mi riservo di inviare una lettera al Prefetto di Gorizia, al premier italiano Matteo Renzi e al premier della piccola repubblica confinante per ricevere e accettare poi le giuste e dovute scuse alla nazione per la grave ingerenza. Non dobbiamo dimenticare che alla manifestazione “pacifista” antifascista erano presenti delle strane bandiere, simili per colori a quelle italiane ma con una stella rossa nel centro e delle bandiere dell'ex Jugoslavia. Consapevole del diritto di tutti di mostrare quello che si è, credo sia stato inopportuno mostrare quelle bandiere a Gorizia».
Infine Andrea Nicolini per l’Unione degli studenti del Fvg denuncia «che al corteo di CasaPound, poco lontano dalla contromanifestazione antifascista, una ragazza di 20 anni ha ricevuto uno schiaffo molto violento da un militante del partito di ispirazione fascista che in quel momento faceva parte del servizio d'ordine. Il fatto è avvenuto in un momento di generale tensione, quando il servizio d'ordine è corso in direzione della polizia durante il comizio. La ragazza stava ascoltando gli interventi stando distante dai manifestanti di CasaPound, i quali evidentemente non hanno gradito la sua presenza e quella del ragazzo a fianco. Oltre al terribile fatto in sé, ciò che critichiamo fortemente è anche l'insufficiente numero di forze dell'ordine schierate nel corteo di CasaPound, mentre nel corteo antifascista i numeri erano ben diversi».
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