Nessuna rottamazione delle imposte non pagate

L’assessore Moimas: «Da noi riscossione diretta e puntuale. Il Comune non si avvarrà  della facoltà perché la gestione  in house ha risolto i problemi» 
Bonaventura Monfalcone-22.06.2017 Giunta e giunta allargata-San Canzian d'Isonzo-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-22.06.2017 Giunta e giunta allargata-San Canzian d'Isonzo-foto di Katia Bonaventura

SAN CANZIAN. Nessuna rottamazione delle tasse e imposte locali non pagate per i cittadini del territorio di San Canzian d’Isonzo. L’amministrazione comunale ha deciso di non aderire all’agevolazione inserita fra le misure del cosiddetto Decreto crescita, che ha previsto la facoltà per gli enti territoriali di escludere le sanzioni sulle entrate tributarie non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale, notificati nel periodo 2000-2017. «Il Comune, che ha scelto fin dal 2002 di riscuotere direttamente le proprie entrate tributarie (Imu, Tari e Tasi), senza avvalersi quindi di concessionari di riscossione – spiega l’assessore alle Finanze Flavia Moimas –, ha garantito e garantisce, attraverso un’efficace e puntuale attività dell’Ufficio tributi, un’alta percentuale di riscossione, rispettosa dei diritti dei propri contribuenti in termini di equità fiscale» .

A fronte di un debito tributario, con la riscossione coattiva diretta si ha, secondo l’assessore, la certezza di una effettiva parità di trattamento di tutti i cittadini, in termini di pagamento, in quanto l’Ufficio tributi attiva ogni strumento consentito per il recupero del credito fino alla scadenza massima dell’ingiunzione fiscale (10 anni dalla notifica). «Il monitoraggio costante e la debita attenzione nei confronti delle difficoltà oggettive in cui il contribuente può temporaneamente trovarsi, vedi lo stato lavorativo o difficoltà economiche – aggiunge Moimas –, e un rapporto umano con il cittadino, basato su reciproca fiducia e collaborazione, hanno consentito sino ad ora il recupero dei crediti, anche a distanza di diversi anni».

Ci sono quindi le buone pratiche e i risultati ottenuti da considerare quindi, per l’amministrazione. Ma non solo. «Riteniamo che i provvedimenti che introducono sanatorie o agevolazioni si riversano alla fine a carico dell’intera collettività – sottolinea l’assessore alle Finanze – e vanno a discapito dei tantissimi contribuenti onesti, siano essi privati sia società o imprese, che hanno sempre pagato a costo di grandi sacrifici». Ecco perché, quindi, la giunta comunale di San Canzian ha ritenuto, per un principio di equità fiscale, di non aderire alla facoltà prevista dall’articolo 15 del decreto legge numero 34 del 2019. Nel 2018 il Comune è riuscito a recuperare 157 mila euro di evasione “locale”. In ottemperanza alla normativa vigente, l’ente sta però tenendo conto dell’atteggiamento collaborativo o meno dei suoi contribuenti. Viene applicata la sanzione minima di 50 euro, stabilita lo scorso anno, nel caso in cui il contribuente, per sanare la violazione commessa, si presenti in ufficio spontaneamente e prima che l’ufficio abbia iniziato qualsiasi accertamento o nel caso in cui in seguito a convocazione d’ufficio si presenti nei termini indicati. La sanzione aumenta nei ritardi o mancate risposte ai chiarimenti. –

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