È morto Nicola Salerno: fu ds dell’Unione e legato a Trieste

La sua carriera era di fatto cominciata alla Triestina: rimase, anche come amministratore unico, fino al ’93 prima del fallimento

Nicola Salerno (foto Andrea Lasorte)
Nicola Salerno (foto Andrea Lasorte)

Il mondo del calcio è in lutto per la morte a 69 anni di Nicola Salerno diesse di tante squadre (Catania, Brescia ,Palermo, Torino, Leeds), ma la sua carriera era cominciata di fatto alla Triestina. Figlio del senatore Carmelo Francesco Salerno presidente del Matera, Nicola arrivò a Trieste nel 1989 dopo un’esperienza al Licata (e da lì portò in alabardato un nucleo di giocatori come Giacomarro, Consagra e Pino Romano).

Salerno rimase alla Triestina, anche come amministratore unico, fino al ’93 prima del fallimento. Non un gran periodo per l’Unione con una retrocessione dalla B e anni funesti in C. Nicola era uomo acculturato (laurea in lettere), scaltro e sornione e si innamorò di Trieste mettendo su casa ad Opicina. E, anche quando il sodalizio con Massimo Cellino lo portò a Cagliari, poi a Brescia e infine in Inghilterra le sue visite in città erano periodiche per il calcio e per incontrare gli amici.

Era un dirigente di razza, conoscitore nel bene e nel male del sistema calcio ma soprattutto era sempre disponibile e pronto a instaurare relazioni umane. Figure come quella di “Nic” sono sempre più rare. E per questo chi ha avuto modo di conoscerlo non lo dimenticherà.

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