Niente allenamenti e tornei ma il basket in carrozzina vuole tener duro a Gradisca

Il Covid-19 complica l’attività della Polisportiva Nordest Castelvecchio che alla pallacanestro abbina l’aspetto sociale emblea per tutta Italia 

LA STORIA

Luigi Murciano / GRADISCA

Tanta voglia di ricominciare a sudare in palestra. Ma la situazione generale che costringe a mordere ancora il freno. L’era-Covid sta pesantemente condizionando tante attività sportive dell’Isontino e fra queste anche la Polisportiva Nordest Castelvecchio Gradisca di basket in carrozzina, costretta a rinviare il torneo internazionale Alpe Adria che costituiva tradizionalmente l’appuntamento principe di preparazione al campionato. «La situazione internazionale ci ha consigliato di prendere questa decisione – fa sapere a malincuore lo storico presidente Egone Tomasinsig –. Abbiamo optato per rinviare la manifestazione al weekend del 24 e del 25 ottobre nella speranza di poterla programmare ed organizzare in tutta sicurezza».

La kermesse, ospitata al PalaZimolo, richiamava solitamente compagini dal Triveneto, dalla Slovenia, dall’Austria e dalla Repubblica Ceca. Ma al momento la pandemia ha anche costretto la società gradiscana a rinviare gli allenamenti: «Contiamo di ripartire il 22 settembre – confida Tomasinsig –. I protocolli sono molto stringenti ma siamo certi di poter ripartire per quella data. Certo, non nascondo che alcuni atleti hanno qualche preoccupazione per gli spostamenti cui sono costretti. Contiamo su atleti da diverse zone d’Italia e dai Balcani, per cui l’attenzione è e sarà massima e su questo mi sento di rincuorarli e rincuorarci». Oltre al campionato di serie B nazionale – con dichiarate ambizioni di promozione dopo una splendida campagna acquisti che ha portato in biancoblu tre giocatori nel giro della nazionale azzurra come il cavallo di ritorno triestino, il genovese Antonio Serio e l’ex Sassari Fabio Raimondi – la Castelvecchio disputava tradizionalmente anche la Nlb League, un suggestivo campionato con formazioni dell’ex Jugoslavia. Ma è probabile che almeno per ora quell’avventura rimanga un ricordo.

«Abbiamo tanta voglia di ricominciare anche per iniziare nel migliore dei modi il nostro... secondo quarto di secolo» sorride Tomasinsig, riferendosi al recente traguardo dei 25 anni di attività tagliati dal sodalizio. Un percorso di inclusione ricco di soddisfazioni. La Nordest è il sodalizio che per primo ha portato in provincia di Gorizia lo sport a misura di disabilità, nelle discipline più disparate. Anche se l’attività di punta, il primo amore, rimane sempre lo stesso: quello del basket in carrozzina, che attraverso il marchio Castelvecchio e la famiglia Terraneo ha portato il nome della cittadina della Fortezza e di questa società a conduzione familiare – nel senso del calore che è capace di emanare – in giro per l’Italia e l’Europa. Era il 6 maggio 1995 quando, davanti al notaio Giacomo Busilacchio, si costituiva l’associazione Polisportiva Nordest. Questi i soci fondatori che hanno dato vita al sodalizio gradiscano: Bernardino Petruz, Egone Tomasinsig – che ne è tuttora l’imprescindibile presidente e riferimento – Gianni Braida, Fulvio De Sensi, Paolo Pizzoni, Gianfranco Ridolfi, Giulio Cesare Piccini, Michele Fabris, Massimo Linossi.

«In quella giornata è iniziata una bellissima avventura – ricorda con emozione Tomasinsig – a cui si sono aggiunti molti volontari ed atleti in divenire, giovani e meno giovani che volevano praticare lo sport, in una regione in cui non esistevano, in quegli anni, che poche associazioni sportive per disabili. La pratica della pallacanestro in carrozzina in Friuli Venezia Giulia è iniziata con la nostra associazione e ne andiamo fieri, perché attraverso lo sport tante persone possono affrontare la disabilità con un piglio diverso, rigenerante psicologicamente e fisicamente». —

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