Niente vongole nostrane a Ferragosto

TRIESTE. Pescatori e cuochi le chiamano “peverasse”. Sono le vongole di mare nostrane, chiare, piccole e dal sapore più delicato rispetto alle “veraci”. Da Punta Tagliamento a Grado, una decina di chilometri di costa, se ne pescavano ogni anno 6.600 quintali prima del 2009. Nel triennio successivo si è scesi a 1.700 quintali, la raccolta ridotta a un quarto. Sostanzialmente un crollo. Luglio, dopo un periodo di fermo pesca, avrebbe dovuto essere un mese di soddisfazioni. E, invece, ecco l’amara sorpresa: il 90% del prodotto è morto. E la crisi del settore si aggrava sempre più «Niente vongole a Ferragosto», è l’allarme dei pescatori di Marano.
Niente “peverasse”, per la precisione. Se ne troveranno davvero poche questi giorni al mercato. E a prezzi inevitabilmente alti. I vongolari della laguna trasmettono la preoccupazione di chi, da quatto anni, e nell’ultimo biennio in particolare, deve gestire la difficile situazione dei banchi naturali di Venus gallina, la vongola di mare. Le “peverasse” muoiono, e ancora non si sa perché.
Dal 2009, spiega il presidente di FedercoopescaFvg/Confcooperative Fvg Fabrizio Regeni, «assieme agli specialisti dell’Università di Trieste, abbiamo verificati ripetuti fenomeni di moria con conseguente riduzione degli stock ittici». Da più di dieci anni, al Consorzio di gestione molluschi di Marano è stata affidata la gestione della pesca della vongola di mare. Le strategie, anche sulla base delle direttive europee, si sono basate su importanti riduzioni di pescato.
La carenza di prodotto sul mercato dunque, fa sapere Regeni, «non è colpa dei pescatori». Nel caso delle “peverasse”, «ci siamo limitati nella raccolta gestendo le uscite con azioni di ripopolamento e, dopo alcuni mesi di fermo, abbiamo ripreso la pesca convinti di raccogliere le vongole moltiplicate. Al contrario, abbiamo trovato meno prodotto di prima».
Dopo lo straordinario fermo pesca di più di due mesi che sta interessando la categoria dello strascico, prosegue il presidente, «questo ulteriore stop della categoria delle vongole comporterà un notevole danno economico a un settore già fortemente penalizzato che coinvolge più di 50 famiglie. Viste le pesanti conseguenza sulle cooperative di Marano e Grado per il mancato conferimento di pescato, ci auguriamo che le istituzioni regionali siano sensibili alla nuova emergenza».
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