Nomine Irci, esuli in fuga per l’arrivo di Spadaro

L’arrivo di Stelio Spadaro alla presidenza dell’Irci rischia di provocare un nuovo esodo. La base è in rivolta e minaccia di abbandonare il museo con il suo carico di masserizie. «Sono stato travolto da telefonate e proteste indignate» racconta Piero Delbello, direttore dell’Irci, che dopo la notizia ha raddoppiato il consumo di sigarette. Nessuno vuole credere alla nomina di un comunista come Stelio Spadaro ai vertice dell’Istituzione culturale degli esuli. «E’ come mettere un tedesco a dirigere il museo Carlo e Vera Wagner» dicono. Il paragone è un po’ forte, ma rende l’idea. «La base non riesce a cogliere il senso di questa vicenda. Non comprende», spiega il direttore che è nell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata è da oltre trent’anni. «Sono arrivato nel 1989 subito dopo il servizio militare. È tutta la mia vita» dice Delbello che da poco ha superata la soglia dei 50 anni. Ed è anche la vita dell’Irci che è nato materialmente nel 1988 anche se la legge regionale che l’istituisce è del 1983. La base è fatta di esuli o di figli di esuli. Quasi tutti volontari impegnati nella gestione del Museo della civiltà istriana fiumana dalmata inaugurato nel febbraio 2009 in via Torino. Sono loro a garantire l’apertura gratuita al pubblico legata alle mostre. «Abbiamo fatto 100mila visitatori in poco più di un anno. Contati. Ottomila l’ultima mostra, “Gli Unni... e gli altri» assicura Delbello. Il direttore, visto il suo ruolo tecnico, evita di esprimersi su Spadaro con cui ha già a che fare nel direttivo dell’Irci (Spadaro rappresenta la Provincia di Trieste). «Uno storico illuminato» si limita a dire. Per essere istriano Spadaro lo è al cento per cento. Chi lo frequenta non ha dubbi in proposito. E nato, infatti, nel 1930 a Isola d’Istria. Ma è anche comunista di lungo corso. Come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma un conto è essere stati comunisti a Napoli e a Roma e, invece, esserlo stati a Trieste, sul confine orientale. Magari alla scuola Cominform di Vittorio Vidali. Un ex comunista alla presidente dell’Irci? No, non sembra proprio possibile.
Il rinnovo della presidenza, attualmente nella mani dell’ex rettore Lucio Delcaro, dovrebbe avvenire tra qualche settimana. E qualcuno già rimpiange la presidenza dell’ex rettore dell’ateneo che ha brillato per la sua assenza. E se gli esuli apprezzano la cautela del sindaco Roberto Cosolini (che non intende spendersi per il “compagno” Spadaro), quello che non capiscono è l’apertura di Renzo Codarin, presidente della “Federesuli” (la federazione che raggruppa tutte le associazioni), pronto a “sdoganare” tutto dopo la nomina ai vertici di EstEnergy. «Non capisco - dice Delbello -. A lui non disturba più nulla. E’ pure pronto a mediare». Solo che qui non c’è nulla da mediare.
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