Non aumenta l’Imu per la prima casa
CORMONS. Ritocchi all’insù per l’Imu per tutti ma la prima casa è salva. A Cormons non ci sarà, infatti, nessun aumento dell’imposta municipale propria per l’abitazione principale e le sue pertinenze. L’esecutivo comunale ha deciso di mantenere inalterata l’aliquota per la prima casa allo 0,4%. Crescerà di un punto percentuale, invece, l’aliquota per gli altri fabbricati e per il comparto D, passando dallo 0,76 allo 0,86%. Dunque chi possiede una seconda casa o un’area edificabile o qualsiasi altra tipologia di immobile compresa nella voce “altri fabbricati” pagherà un’imposta più salata. Stessa sorte per istituti di credito e assicurazioni, alberghi, pensioni, etc, ovvero tutti gli edifici che rientrano nel comparto D. Sono questi i contenuti della delibera, approvata dalla giunta, che passerà all’esame del consiglio comunale del 29 aprile. Finora le aliquote in vigore a Cormòns erano quelle base, ovvero 0,4% per l'abitazione principale e il 0,76 per tutti gli altri immobili.
Se si è optato alla fine per il ritocco, spiega il sindaco Luciano Patat, a causa del taglio di trasferimenti regionali del 25% in due anni e della necessità di reperire 500 mila euro (rispetto ai 400 mila inizialmente preventivati) per chiudere il bilancio. «Abbiamo scelto, però, di non toccare in alcun modo la prima casa – sottolinea il sindaco –, cosa che avrebbe colpito tutti indiscriminatamente, comprese le fasce deboli della popolazione, ma solo su chi possiede più proprietà immobiliari e dunque ha maggiore disponibilità economica».
Con questa manovra il Comune riuscirà a recuperare, in tutto circa 120mila euro in più. Va spiegato, infatti, che non tutto ciò che viene incassato rimane nelle casse comunali: Palazzo Locatelli si ritrova in veste di esattore delle tasse per contro d’altri. «Lo Stato – spiega l’assessore Alessandro Pesaola – ha cambiato il regolamento sull’Imu. Se nel 2012 il Comune poteva trattenere tutti gli importi versati per la prima casa e metà degli importi versati per gli altri fabbricati, ora invece potremo incassare la prima casa e gli altri fabbricati, fatta eccezione per il comparto D, che va interamente allo Stato». (i.p.)
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