«Non chiuderemo “Vergognarsi” Qui si fa la Resistenza alla destra»
«Il gruppo dà voce a chi non la pensa come la maggioranza al governo, fa da punto di incontro di chi non si riconosce nel vero potere forte di Monfalcone, crea una Resistenza di opinioni ostinate e contrarie. Forse per questo dà tanto fastidio, ma è proprio per questo che lo difenderemo fino alla fine». Gli amministratori della pagina Facebook “Vergognarsi (di chi governa Monfalcone)” escono allo scoperto e, dopo essere stati chiamati in causa dal sindaco Anna Cisint, replicano alle accuse. C’è stato un esposto-querela, presentato dal primo cittadino, in merito ai concetti espressi sul social da alcuni appartenenti a quel gruppo. Fra questi Stefano Piredda, già esponente del centrosinistra monfalconese ed ex assessore alla Cultura nella giunta Pizzolitto, di cui Cisint ha fatto nome e cognome in Consiglio.
«Vorremmo fare chiarezza, come amministratori, sulla natura del gruppo presentato da sindaco e maggioranza come “una pagina che propaga odio, insulti e offese”», dicono Elena Orsi e Marco De Stabile, libero professionista monfalconese. Entrambi e in particolare Orsi (che sottolinea «di parlare da admin e non da “moglie dell’ex assessore Piredda”, che sa difendersi da solo») avvertono sindaco e maggioranza: «Non abbiamo nessuna intenzione di chiudere “Vergognarsi”, si mettano il cuore in pace». Ecco che la palestra dei social, fra opposizione e critiche non solo a Cisint, continua a essere teatro di scontro. Orsi e De Stabile ricordano «ad Asquini, Cisint e compagnia» che «la pagina che grondava insulti, odio e offese, ha chiuso i battenti qualche anno fa, si chiamava “La Fenice: che Monfalcone risorga dalle sue ceneri’’, e voi l’avete accolta amorevolmente nella coalizione che vi sosteneva, salvo poi scaricarla quando non era più utile».
«Chiunque – arringano – frequenti il gruppo “Vergognarsi’’, amministrata da noi, semplici cittadini, nello scarso tempo libero e senza cariche né relativi emolumenti, sa che si tratta di un gruppo di satira politica. Feroce, certo, ma come deve essere la satira. E, ovviamente, satira diretta contro i poteri forti, che in questa città, cara maggioranza, siete voi». Quanto al contestato commento, definito da Cisint «contro la magistratura», «non è offensivo in alcun modo verso qualsiasi potere dello Stato». «Come amministratori della pagina – proseguono – siamo intervenuti tempestivamente, per quanto possibile, eliminando i post offensivi. Cosa che non si può dire invece né di Cisint né di altri esponenti del centrodestra che adesso gridano allo scandalo». E ad Asquini – concludono – che strepita che “è da molto tempo che sindaco e giunta vengono pesantemente offesi sui social”, e che “sia ora di finirla, perché a tutto c’è un limite”, vogliamo solo rispondere che la satira, la presa in giro, la critica, cioè quanto pubblicato su Vergognarsi, è lecita e non solo: lo stesso potere forte dovrebbe rispettarla, in quanto libera espressione. Anche sulla Cantada (numero unico annuale edito dal sodalizio di via Mazzini, ndr) il “travisamento delle immagini’’e la “presa in giro’’di sindaco e assessori ci sono: volete forse mettere il bavaglio anche alla Pro loco?». –
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