Non piace sull’Isola l’idea di avere Aquileia tra i soci della Git
Antonio Boemo / GRADO
Il ventilato ingresso nel pacchetto azionario della Git del Comune di Aquileia – seppur con una percentuale del 5 per cento – fa discutere. Anche perché la Regione, tramite Promoturismo, detiene, con oltre l’80 per cento, le quote di maggioranza della Git avendo in tal modo un potere decisionale quasi totale. Critiche all’ipotesi Grado-Aquileia per diversi motivi.
Il primo, il più importante, è la che la spiaggia era, in virtù di antiche leggi e disposizioni, totalmente di Grado e dei gradesi e che invece in anni abbastanza recenti è passata inopinatamente, per scelte politiche anche locali che i gradesi hanno poco apprezzato, in mano alla Regione (ha fatto la stessa fine dell’ospedale costruito dai gradesi e poi finito all’Azienda sanitaria non contando oggi più nulla).
Il secondo motivo riguarda la riforma turistica regionale fatta in tempi diversi da due assessori regionali, rispettivamente Dressi e poi Bertossi, che hanno di fatto trasformato la gloriosa Azienda di Soggiorno in una società che per prima cosa guarda ai bilanci. È inutile girare intorno, l’obiettivo di tutti quelli che si sono alternati alla guida della Git è quello di chiudere positivamente il bilancio. Diversamente rischierebbero di essere mandati a casa dai soci. E per far ciò è stata fatta la cosa più semplice: tagliare il numero dei dipendenti, farli lavorare in buona parte meno mesi del passato e di straordinario se ne fa proprio il minimo indispensabile. Naturalmente a discapito dei servizi.
Mai, fino ad ora, Aquileia era entrata a far parte della proprietà, in questo caso della Git. In passato aveva fatto parte unicamente dell’Azienda di Promozione Turistica prima solamente in abbinata con Grado poi assieme a diverse altre località della Bassa. Un tentativo quest’ultimo che non ha, per ovvi motivi, potuto avere successo considerata la disparità d’importanza delle diverse località. Sul nuovo abbinamento, in questo caso societario, Grado e Aquileia un ex consigliere della Git nonché consigliere anziano, Ruggero Marocco ha scritto al giornale contrariato di questa ipotesi regionale. «Rammento – dice – che un tentativo del genere è già stato fatto nel passato, con scarsi risultati, anche se le due località presentano offerte turistiche complementari: spiagge e alberghi Grado, musei e scavi archeologici, Aquileia. Rammento anche che già la programmazione turistica di Grado è difficoltosa in quanto Git, Comune, albergatori e operatori turistici non riescono a mettersi d’accordo su un programma unico, immaginarsi, poi, con la vicina Aquileia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








