«Non rinunciamo ai simboli di Fi e Lega»

Continua il dibattito sul prossimo candidato alle elezioni comunali per il centrodestra. Ad esprimersi, dopo l'attacco che Alessia Rosolen di Un'Altra Trieste ha sferrato contro il senatore forzista Giulio Camber, sono il capogruppo in consiglio comunale del Pdl Lorenzo Giorgi e il capogruppo di Trieste popolare Paolo Rovis. Quest'ultimo è stato tirato in ballo dal sindaco di Verona Flavio Tosi come interlocutore locale assieme a Franco Bandelli, in un'ottica di sostegno “civico” a Roberto Dipiazza, e oggi dice: «Chi conta in Forza Italia continua a non esprimersi, è ora che lo faccia». Giorgi la pensa come segue: «È ora di capire chi fa parte dei moderati, del centrodestra, e chi millanta soltanto di farlo. Sappiamo che per vincere ci vuole l'unità, e per fortuna Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno deciso di presentarsi assieme a livello sia nazionale che locale. Chi vuole partecipare si affianchi». Della proposta di Tosi, Giorgi dice: «Chi pensa che Dipiazza debba presentarsi senza i simboli dei partiti o non conosce la nostra situazione, o è mal consigliato. Senza Forza Italia o la Lega esplicitamente in campo si perderebbe un terzo dei voti. O si va tutti con un simbolo unico, come ha proposto Giulio Camber, oppure ognuno con il suo». Giorgi si appella poi a Rovis perché «chiarisca la posizione di Ncd a livello locale. A Roma il partito di Alfano è al governo con Renzi, mentre il capogruppo di Trieste popolare sembra andare in tutt’altra direzione in città». Commenta Rovis: «Con tutto il rispetto per gli amici Lorenzo Giorgi ed Everest Bertoli (che nei giorni scorsi si era espresso in modo simile rispetto alla coalizione per Dipiazza ndr), sono due consiglieri comunali che non hanno ruoli decisionali in Forza Italia e, a dire il vero, in consiglio appartengono addirittura a due gruppi diversi. Le risposte devono venire da chi decide, e chi decide non si è ancora espresso». Quanto a Trieste popolare, «non abbiamo nulla da aggiungere rispetto a quanto diciamo da tempo»: «Noi abbiamo proposto un candidato, alcuni punti programmatici e uno schema di gioco - dice Rovis -. Semmai registriamo che oggi mancano le risposte. E le risposte devono arrivare da quella parte di centrodestra che sostiene di voler vincere». Vada come vada, per il momento sugli esiti del confronto continua ad aleggiare una fitta nebbia, sulla quale anche molti autorevoli esponenti delle forze coinvolte esitano a pronunciarsi.
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