Nuovo cinema, il 2 maggio apre l’ Ariston dei Fabbri

«Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare». Parola di Orson Welles. Aprire un cinema è la cosa da fare anche in un tempo di crisi. Così Isidoro Brizzi, proiezionista storico e gestore della sala di viale Romolo Gessi, aprirà l’Ariston dei Fabbri. Prima proiezione il 2 maggio alle 18.45. Siae permettendo. «Sto aspettando che vengano ad attivare la cassa» spiega Brizzi. Buio in sala e via con il primo film. L’avventura dell’Ariston dei Fabbri parte da “Blue Valentine” di Derek Cianfrance, uscito nelle sale italiane il 13 febbraio scorso ma non passato a Trieste. Ci vuole coraggio. E una buona dose di follia. «Chi me lo fa fare? Non lo so neanche io. Credo che Trieste meriti qualcosa di più come offerta cinematografica. Voglio mostrare a Trieste il cinema cosiddetto invisibile» aggiunge Brizzi. Nel 2012 gli spettatori nelle sale sono stati il 10% in meno rispetto al 2011, e c'è stato un ulteriore decremento del 5% nel primo trimestre del 2013. Uno scenario non certo entusiasmante. Aprire un cinema, evidentemente, sarebbe una delle cose da non fare. Nonostante Orson Welles. A meno di non chiamarsi Isidoro Brizzi, “Isi” per gli amici, che ormai da anni resiste con uno solo schermo da solo contro tutti: lo strapotere dei distributori che negano i film e la concorrenza non sempre leale dei multisala.
L’Ariston così raddoppia. Un miracolo di questi tempi di scarsità di film e spettatori. Alla sala d’essai di via le Romolo Gessi affianca dal 2 maggio la sala del cine indipendente di via dei Fabbri 2 che gestirà in collaborazione con il Teatro stabile La Contrada. Si vedranno pellicole d’autore dei circuiti indipendenti, documentari, cortometraggi. Cose mai viste. Tutti i film saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano, classici compresi. «Quelli in italiano saranno in italiano ovviamente» scherza Brizzi. Un modo per rendere meno provinciale la visione cinematografica che, in Italia, vive spesso su un doppiaggio imbarazzante. Talmente finto da rendere falso il film. Nessuno si illude che la scommessa dell’Ariston sarà semplice. «Fare cinema indipendente non è facile. Bisogna però cominciare. Trieste secondo me è matura per questo tipo di cinema. Almeno lo spero» dice Brizzi. Ci saranno anche i mercoledì classici in lingua originale con i film che hanno fatto la storia del cinema. Si comincia l’8 maggio con “The Birds” (Gli uccelli) di Alfred Hitchcock. E si prosegue con Eva contro Eva “All About Eve” (Eva contro Eva) di Joseph L. Mankiewicz“ (15 maggio), “Young Frankenstein” (Frankenstein Junior) di Mel Brooks (22 maggio) e “The Sound of Music” ( Tutti insieme appassionatamente) di Robert Wise (29 maggio). Dal 9 maggio al 16 per la Festa del cinema (biglietto 3 euro), ci sarà in programmazione The Parade (La Sfilata) del serbo Srdjan Dragojevic sul Gay Pride di Belgrado. Tra i primi documentari (21 maggio) c’e Vedo Rosso di Sabrina Benussi sulla storia della memoria degli italiani d’Istria, già visto all’ultimo Trieste Film Festival. E imperdibile (7 maggio) anche il falso documentario “Il Mundial dimenticato - la vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942” scritto e diretto da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni. Un omaggio a Osvaldo Soriano e al rigore più lungo del mondo.
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