Spento l’incendio sul Carso isontino grazie al tempestivo intervento a San Michele di vigili del fuoco e protezione civile

Massima allerta antincendio boschivo sul Carso: il servizio di vigilanza preventiva e la risposta rapida degli operatori salvano circa 500 metri quadrati di vegetazione

Francesco Fain, Elena Placitelli

Una doppia emergenza. Mentre due mezzi anti-incendio boschivo con cinque uomini del Comando provinciale di Gorizia dei vigili del fuoco erano all’opera a Padriciano, è scattato l’allarme anche sul versante isontino del Carso.

Siamo nella zona del castello di Rubbia, salendo verso San Michele. L’allarme è scattato alle 17.53 e alle 18.05 gli operatori erano già sul posto e hanno dato inizio alle operazioni di spegnimento e bonifica.

L’intervento tempestivo

Per fortuna, in questo periodo di massima allerta, è attivo un servizio di vigilanza preventiva disposto dalla stazione della Forestale di Monfalcone. Una volta accortisi della presenza di fumo, sono entrati in azione nell’immediatezza i volontari della squadra comunale della Protezione civile di Turriaco, coinvolti nel medesimo servizio di vigilanza. E assieme agli uomini della Forestale hanno iniziato a operare per far sì che l’incendio non si estendesse.

Nel frattempo, i vigili del fuoco goriziani, considerato che i colleghi del servizio anti-incendio boschivo erano già all’opera a Trieste, hanno dovuto ricorrere alla cosiddetta partenza ordinaria” e hanno inviato sul posto due mezzi. Il fronte non era esteso e questo ha permesso a tutti gli operatori sul campo di avere ragione delle fiamme.

Successivamente, la Protezione civile è rimasta a presidiare. Si parla di circa 500 metri quadrati di terreno interessato dalle fiamme. Ma l’aspetto più importante è che il servizio di vigilanza preventiva ha funzionato: sarebbe bastato un intervento ritardato di solo mezz’ora per avere un quadro ben differente rispetto a quello che stiamo raccontando.

Aiuti a Trieste

Passando all’incendio nel Triestino, il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Gorizia ha offerto subito il suo supporto per venire a capo del violento incendio scoppiato tra Gropada e Padriciano, vicino alle abitazioni e alla casa di riposo Ieralla.

Da via Paolo Diacono sono partiti due mezzi speciali a trazione integrale con tutte le dotazioni anti-incendio boschivo con cinque uomini. Si sono messi immediatamente a disposizione, lavorando gomito a gomito con i colleghi triestini.

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L'incendio sul Carso

Anche il gruppo comunale della Protezione civile di Gorizia sta offrendo aiuto e supporto. Come spiega il Comune, su richiesta della sala operativa regionale, una squadra munita di autobotte è operativa in località Padriciano per dare ausilio alle squadre Aib (Antincendio boschivo) del Triestino impegnate in queste ore nelle complesse operazioni di spegnimento dell’incendio boschivo.

Nel contempo, sia i vigili del fuoco di Gorizia sia la Protezione civile sono allertate anche sul versante isontino del Carso. Nei giorni passati, la sala operativa del comando dei Vigili del Fuoco di Gorizia aveva ricevuto una segnalazione di incendio di sterpaglie ai bordi della strada statale 14, in località Pieris, nel territorio comunale di San Canzian d’Isonzo.

Sul posto era stata immediatamente inviata la squadra Aib del Comando isontino, che era riuscita ad estinguere le fiamme in pochi minuti.

Un altro intervento si era registrato, sempre nei giorni passati, per un principio di incendio all’uscita del casello autostradale di Redipuglia, proprio nell’area a destra delle corsie di uscita attualmente interessate da lavori e interventi di taglio del verde finalizzati all’ampliamento del casello. Anche in questo caso, l’intervento si era risolto velocemente ma l’allerta è massima.

L’intervento da Monfalcone

Sono le 18.15 di domenica pomeriggio. Le squadre della protezione civile di Monfalcone, coordinate da Andrea Olivetti, stanno facendo rientro da Padriciano, quando arriva la notizia del nuovo incendio divampato nel Goriziano. Il timore era proprio questo, che durante il loro intervento di supporto sul versante triestino, rimanesse scoperto il territorio isontino.

L’esperienza ha fatto prendere la decisione più sensata. Il coordinatore Olivetti e il sindaco di Monfalcone Fasan hanno deciso di inviare i loro aiuti a Padriciano tenendo una squadra di volontari ferma a Monfalcone, pronta a presidiare il territorio per eventuali altri focolai, che si sono, come detto, puntualmente verificati.

Per quanto riguarda il fronte triestino, la Protezione civile monfalconese è intervenuta fin da subito: anche per loro l’allarme è scattato sabato alle 15.30. Tre le squadre coinvolte, con sette volontari a bordo di un fuoristrada con di modulo antincendio, l’autobotte e il furgone “telecomunicazioni” dotato di connessione satellitare, wi-fi, telefonia fissa e mobile e apparecchio radio.

«Il furgone, per le sue caratteristiche che permettono di rimanere connessi ovunque, ha fatto da punto avanzato di coordinamento delle telecomunicazioni: una sorta di ufficio di direzione mobile, su cui la forestale e i Vigili del fuoco si sono potuti appoggiare per coordinare le operazioni di spegnimento», spiega il coordinatore.

Sabato le squadre sono rientrate a Monfalcone alle 22. Domenica altre due squadre di volontari sono partite alla volta di Padriciano fin dalla mattina. Rientro alle 18.

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