«Oggi il reato di clandestinità è inutile e del tutto inefficace»



«Il reato di clandestinità è inutile e totalmente inefficace». Sono parole del procuratore di Trieste, Antonio De Nicolo. Che precisa: «Non esiste l’esecuzione di neanche una condanna – spiega – quindi se non è mai stata eseguita una condanna significa che il reato non raggiunge il suo scopo».

A Trieste i procedimenti giudiziari a riguardo sono innumerevoli, visto il flusso migratorio della rotta balcanica che preme sulla città.

«Se in Italia non si riuscissero a eseguire le condanne per furto – osserva il magistrato, – dovremmo porci il problema se ha senso mantenere il furto come reato. Per fortuna le condanne per furto hanno seguito, eccome. Ma per il reato di clandestinità no».

Il motivo? La pena è pecuniaria e non incide in alcun modo su persone nullatenenti, senza un lavoro e prive di beni. «Il reato – riprende De Nicolo – si risolve soltanto nello spostare carte su carte. Documenti che partono dalla polizia giudiziaria, arrivano alla Procura e quindi all’ufficio del giudice di pace. Talvolta finiscono in Corte di Cassazione, anche se in certi casi è possibile l’appello».

Si tratta, insomma, di procedimenti «destinati al nulla». Non solo. Nella stragrande maggioranza dei casi non si arriva nemmeno alla condanna, «perché subentra prima la prescrizione. Inoltre molti giudici assolvono gli imputati, visto che tengono conto delle condizioni di disperazione di molte di queste persone. E del fatto che provengono da Paesi o belligeranti o comunque economicamente poverissimi. Ma anche quando il giudice condanna – rileva il magistrato – e raggiunge la pretesa punitiva dello Stato, la condanna non è mai eseguita. Quindi io domando al legislatore se ha senso mantenere un reato che non fa altro che intasare gli uffici giudiziari».

La soluzione? «Spetta al legislatore – chiosa De Nicolo – ma la sola cosa ragionevole, nel caso la persona non sia in grado di attestare il titolo di permanenza in Italia, è prevedere un’espulsione immediata. Ma ciò richiede risorse ingenti per la polizia giudiziaria, che per attuare i respingimenti deve poter caricare le persone sugli aerei».—



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