Ok da Zagabria, via al cantiere per il nuovo ospedale di Fiume

È entrato finalmente nella fase operativa il progetto dell’ospedale per la madre e il bambino che sorgerà sul colle di Tersatto, nell'ambito del nuovo polo ospedaliero fiumano. La struttura, che riunirà in un solo centro gli attuali ospedali - quello pediatrico e quello di ginecologia e ostetricia - dovrebbe essere inaugurata nel 2023.
Il via libera è giunto da Zagabria: il governo croato guidato del primo ministro Andrej Plenković ha autorizzato il direttore generale del Centro clinico–ospedaliero di Fiume, Davor Štimac, a firmare il contratto d'appalto con il consorzio composto da due imprese edili croate, la Kamgrad e la Krk. «A meno di ormai improbabili intoppi – ha commentato Štimac, in carica dal 2015 – i lavori dovrebbero partire tra circa un mese per essere portati a termine nel giro di quattro anni».
Stimac ha voluto sottolineare l’importanza della «decisione dell'esecutivo Plenković, che ha confermato la volontà di Zagabria di garantire a Fiume e alle regioni quarnerino–montana, istriana e della Lika e di Segna quello che sarà un nosocomio modernissimo per la cura dei bambini e per le prestazioni di ginecologia e ostetricia».
L'investimento da parte dello Stato - ha aggiunto il direttore generale - «è di quelli importanti, considerato che gli stanziamenti ammonteranno a 799 milioni e 300 mila kune», pari a circa 108,3 milioni di euro. Si tratterà in sostanza del maggiore investimento effettuato negli ultimi decenni a Fiume e nel resto della Contea del Quarnero e Gorski kotar.
Il progetto non parte da zero: anni fa erano state realizzate le fondamenta dell'ospedale, per le quali erano stati spesi sei milioni di euro. Poi però le casse statali si erano chiuse, ed era subentrato il timore che l’ospedale di ginecologia e ostetricia a Fiume, in funzione da oltre una trentina d’anni, e il vecchio nosocomio infantile di Costabella sarebbero rimasti attivi ancora per molto tempo. Ora invece il governo ha assicurato per il 2019 la somma di 150 milioni di kune (una ventina di milioni di euro) mentre i successivi finanziamenti saranno erogati a tranche fino appunto al 2023, anno previsto per l'inaugurazione.
Oltre all'ospedale, i lavoratori della Krk e della Kamgrad costruiranno anche la centrale termica, le cucine e un parcheggio a più piani. Dopo i 150 milioni di kune di quest’anno «nel 2020 - ha annunciato il ministro delle Finanze, Zdravko Marić – ne assegneremo 85 (11 milioni e mezzo di euro), mentre l’importo più rilevante arriverà nel 2021, con uno stanziamento di una quarantina di milioni di euro». Secondo il ministro croato della Sanità, Milan Kujundžić, il nuovo nosocomio porterà a una netta svolta qualitativa nelle prestazioni sanitarie nella regione nordadriatica.
Gli Ospedali fiumani – la cui denominazione ufficiale è quella di Centro clinico–ospedaliero fiumano contano oggi 3.250 occupati, dei quali 2.340 sono operatori sanitari. I posti letto a disposizione sono 1.069. Sono circa 45 mila le persone che ogni anno si rivolgono al Centro, per un totale di circa 300 mila notti di degenza all’anno. A rivolgersi agli Ospedali fiumani risultano non soltanto i residenti nel capoluogo quarnerino e nella sua regione, ma anche gli abitanti dell’Istria e della Contea della Lika e di Segna, per un totale di circa 600 mila potenziali pazienti.
L’ospedale per la madre e il bambino disporrà di otto piani, di cui due interrati e nel suo interno troveranno spazio anche tutti i laboratori necessari al lavoro dell’intero Centro clinico–ospedaliero.
C’è un neonella vicenda: non si sa ancora quale sarà il destino cui va incontro l’attuale ospedale pediatrico di Costabella, ricavato in quelle che furono le Colonie marine diurne e notturne ai tempi dell’amministrazione italiana della città. L’edificio, datato 1924, venne realizzato al posto dell’ex Villa Arciducale su una superficie in riva al mare di 33 mila metri quadrati. Il Piano regolatore di Fiume attualmente in vigore ne prevede la trasformazione in struttura turistica. Finora non è però stata avanzata alcuna ipotesi di riutilizzo. —
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