Oleodotto adriatico: arrestato il direttore L’accusa è corruzione

/ FIUME
Un nuovo terremoto sta provocando forti scossoni sulla scena economico-politica croata, ormai abituata a sismi del genere. Basti ricordare le vicende recenti relative alla Agrokor di Zagabria e al Gruppo Uljanik di Pola per i quali si prevedono strascichi giudiziari di anni e anni. Ebbene ieri mattina i funzionari dell’ Uskok (Ufficio per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione) in collaborazione con la Polizia hanno operato una decina di arresti e il personaggio più in vista a finire in manette è Dragan Kovačević, 51 anni, da otto anni direttore della Janaf (Jadranski naftovod–Oleodotto Adriatico). Gli viene contestato il reato di favoreggiamento di alcune aziende nell’ottenimento degli appalti della Janaf. Per ora si parla solo di una tangente da 250.000 euro intascata dal titolare di una società che aveva ottenuto dalla Janaf un appalto del valore pari a circa 5,3 milioni di euro.
Esibendo il mandato emesso dal giudice, gli agenti hanno pure perquisito la sua casa e la sede Janaf a Zagabria. Il suo avvocato Ivo Farčić ha confermato l’arresto, ma per il sospetto di traffico di influenze illecite. La notizia dello scandalo Janaf è in prima pagina su tutta la stampa croata. Stando a fonti ufficiose ma molto attendibili nell’indagine sarebbero coinvolti due deputati: Drazen Barišić dell’Hdz anche sindaco di Velika Gorica, cittadina a 30 chilometri a sud di Zagabria e il socialdemocratico Vinko Grgić, anche sindaco di Nova Gradiska, al confine con la Bosnia. Per entrambi è già stata richiesta la revoca dell’immunità parlamentare. In una dichiarazione rilasciata alla televisione pubblica Barišić ha detto di non esser stato contattato da nessuno e di essere all’oscuro dell’operazione dell’Uskok. Dal canto suo Grgić ha affermato di avere appreso la notizia dalla stampa ma anche di essere estraneo alla vicenda. In una nota ufficiale il ministero degli Intenri croato conferma la notizia dell’arresto di più persone senza fare nomi, a conclusione delle indagini e pedinamenti da un anno a questa parte.
Al momento le fonti ufficiose croate non fanno altri nomi. Ricordiamo che il proprietario di maggioranza della Janaf è lo Stato con il 78,51% delle azioni, tra i più grandi azionisti figurano la compagnia petrolifera Ina e i fondi pensionistici. Si occupa principalmente del trasporto e della distribuzione del greggio partendo dal terminal di Castelmuschio sull’Isola di Veglia in direzione della Croazia interna tramite una rete di oleodotti lunga 759 chilometri. Nel 2019 la Janaf ha registrato il fatturato di oltre 80 milioni di euro e un utile pari a 35 milioni. —
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