Oltre duemila per Massimiliano ma altrettanti sono stati esclusi

Causa le normative anti-Covid l’ingresso era limitato a sei persone ogni mezz’ora Non tutti sono potuti entrare. Folla anche alla mostra Theatrum Instrumentorum
Bumbaca Gorizia 05.08.2020 Castello, mostra Massimiliano © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 05.08.2020 Castello, mostra Massimiliano © Foto Pierluigi Bumbaca

Alex Pessotto

Dal primo agosto, giorno della sua inaugurazione al 13 settembre, la mostra Massimiliano I-Il fascino del potere ha registrato 2.332 visitatori. Un risultato certamente importante tenuto conto delle normative anti Covid che si tramutano in ingressi contingentati, riguardanti, ovvio, non solo il Castello di Gorizia, ma ogni realtà museale. Essendo l’esposizione allestita all’interno del maniero, le 2.332 entrate coincidono con quelle che ha ottenuto il simbolo della città. In altre parole, trattandosi di un percorso obbligato chi entra in Castello vede di conseguenza la mostra.

«Sono dati davvero eccezionali, ma decisamente parziali in quanto, purtroppo, abbiamo dovuto lasciare fuori tantissimi visitatori perché l’ingresso, limitato a sei persone ogni mezz’ora, ha ridotto quasi della metà il numero reale di turisti arrivati in Castello - commenta il sindaco Rodolfo Ziberna -. Siamo quindi orgogliosi di aver potuto riaprire, anche se in maniera ristretta, il nostro monumento simbolo e sono molto soddisfatto per il suo straordinario appeal, pure in questo periodo. È un segno della volontà di ripartenza di Gorizia e della grande voglia di valorizzare i propri tesori anche in chiave futura».

Di recente, inoltre, sempre all’interno del Castello, anche la mostra Theatrum Instromentorum, curata dal Dramsam, è stata interessata da un riallestimento e i visitatori del maniero hanno ovviamente potuto apprezzarlo.

«Grazie al suo notevole appeal, grazie all’ottima mostra su Massimiliano I, curata sotto ogni profilo da Marina Bressan e da Roberta Calvo, grazie alla rimodulazione dell’esposizione permanente sugli strumenti di musica del Dramsam, curata da Alessandra Cossi, Fabio Accurso e Flavio Cecere, il Castello sta riportando numeri considerevoli, considerati i limiti legati alla stretta osservanza dei protocolli anti coronavirus - afferma poi Fabrizio Oreti, assessore comunale alla Cultura -. Al riguardo, con orgoglio, sottolineo come il risultato sia ottimo e superi le più rosee attese: il Castello così come lo abbiamo presentato in questi anni, con le diverse attività promosse, ha quindi indubbiamente sviluppato il proprio appeal turistico-culturale».

Pur con un anno di ritardo (la celebrazione cadeva nel 2019), la mostra su Massimiliano I, nel 500.mo della morte dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, è formata da xilografie, prime edizioni di libri, abiti realizzati con tessuti a telaio, senza dimenticare una sezione dedicata alla cartografia dell’epoca. A breve, tuttavia, si riunirà il comitato scientifico di una prossima mostra organizzata dall’amministrazione comunale e incentrata sul cosiddetto Tesoro di Aquileia. Sarà ospitata dal Museo di Santa Chiara e l’inaugurazione è prevista per la prima metà di aprile. Stando a qualche indiscrezione, l’esposizione dovrebbe contenere documenti storici anche risalenti al IX secolo a.C., oltre a croci preziose, candelabri, monili, busti e altri arredi sacri, senza dimenticare i codici e gli incunaboli conservati nella Biblioteca del Seminario ed altri libri scritti in latino, italiano, tedesco e sloveno, sulla storia della Chiesa goriziana. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo