Bimbo ucciso a Muggia, slitta di un mese la perizia sulla madre. Il papà di Giovanni: «La sua morte si poteva evitare”

Il gip Francesco Antoni ha concesso una proroga di 30 giorni per il deposito della perizia psichiatrica su Olena Stasiuk. L’ex marito in tribunale: "Il tempo non cancellerà la mia sofferenza, ma lei non deve passarla liscia"

Maria Elena Pattaro
Il piccolo Giovanni Trame e i fiori e peluche lasciati all’esterno dello stabile di piazza Marconi 3 a Muggia, teatro del delitto (Lasorte)
Il piccolo Giovanni Trame e i fiori e peluche lasciati all’esterno dello stabile di piazza Marconi 3 a Muggia, teatro del delitto (Lasorte)

Slitta di un mese il deposito della perizia psichiatrica su Olena Stasiuk, la madre accusata di aver ucciso a coltellate il figlio di 9 anni Giovanni Trame a Muggia. E intanto l'ex marito Paolo Trame, papà del bimbo, ribadisce che la tragedia "si poteva evitare".

Da quattro mesi convive con un dolore indicibile. "Ogni giorno, quando mi sveglio scoppio a piangere e ho attacchi di panico perché mi rendo conto della cruda realtà. Andare ogni giorno in cimitero sulla tomba del proprio figlio è l'orrore più grande. Non doveva accadere. C'erano tutti i presupposti", dice il genitore fuori dall'aula del tribunale, stringendo la foto in cui Giovanni, due anni prima del delitto, mimava il gesto con cui la madre gli aveva stretto le mani al collo. "Il tempo non cancellerà la mia sofferenza" aggiunge papà Paolo, ora determinato a ottenere giustizia. "Lei non deve passarla liscia".

 

Paolo Trame con la foto del figlio in tribunale
Paolo Trame con la foto del figlio in tribunale

 

Stamattina, lunedì 23 marzo, il gip Francesco Antoni ha concesso una proroga di 30 giorni per il deposito della perizia, come richiesto dal proprio perito, lo psichiatra Luigi Di Gennaro. La consegna della relazione era prevista oggi, ma i termini sono stati posticipati a fine aprile. All'udienza erano presenti anche il pm Alessandro Perogio, titolare del fascicolo, e l'avvocata Chiara Valente, che difende l'indagata.

 

Il papà del bimbo ucciso dalla madre a Muggia: "Sofferenza incancellabile"

 

La perizia psichiatrica, disposta proprio su richiesta della difesa, è un passaggio dirimente. Mira infatti a stabilire se la donna fosse capace o meno di intendere e volere la sera del 12 novembre scorso, quando ha ucciso a coltellate il figlio nell'appartamento in centro a Muggia e se Stasiuk sia in grado di partecipare al processo. In ballo c'è l'imputabilità della 55enne ucraina, accusata di omicidio volontario pluriaggravato. Una imputazione da ergastolo.

 

Uccise il figlio a Muggia, dopo quattro mesi di ospedale verrà trasferita in carcere a Bologna
L’indagata: Olena Stasiuk, 55 anni, in tribunale per l’interrogatorio (foto Lasorte)

All'accertamento, disposto in incidente probatorio, hanno partecipato tutte le parti, ciascuna attraverso i propri consulenti: pm, difesa e anche Paolo Trame, in qualità di persona offesa.

"Ritengo che la proroga sia assolutamente opportuna perché si tratta di accertamenti clinici molto delicati - ha dichiarato l'avvocata Valente al termine dell'udienza -. L'esito di questa perizia è particolarmente importante per le fasi successive del procedimento penale".

Bimbo ucciso a Muggia, l'avvocata della madre: "Proroga della perizia opportuna"

Nelle prossime ore Olena Stasiuk verrà trasferita dall'ospedale Maggiore di Trieste alla sezione psichiatrica del carcere di Bologna, dopo 130 giorni di piantonamento h24. La custodia cautelare in una Atsm (Articolazione per la tutela della salute mentale) è stata disposta per contemperare le esigenze cautelari con le esigenze di cura della 55enne, dichiarata incompatibile con la detenzione in un carcere ordinario. Secondo il perito del gip c'è infatti il rischio che la donna possa compiere gesti di autolesionismo, anche gravi.

"Confidiamo che in quella struttura possa essere seguita adeguatamente ricevendo le cure necessarie", conclude il suo legale.

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