«Parole aberranti» Monta la protesta sul volantino di Steffè

Interrogazione dell’intera opposizione contro la crociata anti - migranti 

Il caso



Scuote la città il volantino anti–immigrati distribuito nelle case dei monfalconesi. Scuote i cittadini contrari che, l’avevamo già detto, hanno manifestato il proprio dissenso innescando sui social un rapido tam tam. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Mauro Steffé, ha comunque rivendicato la sua azione. Nel farlo, ha provocato la reazione del suo stesso partito, che ha subito preso le distanze per voce e della segretaria provinciale Francesca Tubetti e del coordinatore regionale, nonché parlamentare, Walter Rizzetto.

E adesso il volantinaggio divisivo incassa pure la reazione dei gruppi consigliari di opposizione. In forma unanime firmano un’interrogazione chiedendo se il contenuto del volantino rappresenti la linea dell’amministrazione comunale. C’era da immaginarselo, visto che i toni riportati nel depliant sono particolarmente duri. Eccone alcuni: “Rimpatri subito. Monfalcone cloaca della Regione? Troppi permessi. Troppi residenti. Non possono vivere qui tutti i bangla. È una forzosa invasione. Tornino nel loro Pease invece che fare i turisti a spese nostre. L’italia non può ospitare tutti gli africani”.

A firmare il documento, si diceva, tutti i capigruppo d’opposizione: Annamaria Furfaro de La nostra città: Lucia Giurissa del Pd, Omar Greco del Gruppo misto; Cristiana Morsolin de la Sinistra e Gualtiero Pin di M5S. Omar Greco se ne fa portavoce: «Pare molto grave che chi rappresenta le istituzioni possa solo pensare di produrre un volantino di questa natura e poter scrivere parole così aberranti. Insieme ai colleghi vogliamo che l’amministrazione risponda in aula ufficialmente e davanti ai cittadini delle posizioni vergognose assunte in questo volantino». Ancora, nell’interrogazione si chiede «quale compatibilità esiste tra le istituzioni democratiche e le indegne affermazioni a firma di Fdi distribuite nelle case di Monfalcone».

I volantini incriminati, ricordano i capigruppo, riportano d’altronde il logo di Fratelli d’Italia – partito politico che partecipa alla maggioranza del Comune attraverso il consigliere Steffé e l’assessore all’Educazione Antonio Garritani – affiancato al simbolo dell’associazione Monfalcone-Pro Patria. Da questa considerazione parte la sfilza di domande contenute nell’interrogazione. Ne riportiamo alcune: «Che “Monfalcone sia la cloaca della regione” è un’affermazione fatta da chi sta governando la città da tre anni e che con il suo operato ha contribuito a renderla tale. “Troppi residenti?”è un dato di fatto che l’incremento maggiore del numero di stranieri è avvenuto da due anni a questa parte». Ancora, «il termine “bangla” in questo contesto viene usato in chiara accezione negativa». Si legge infine come sia noto che «nessuna famiglia proveniente dal Bangladesh sia qui residente a scopo turistico. Sono lavoratori tutti forniti di regolare permesso chiamati dal “sistema” Fincantieri». —



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