Per l’archivio del Ccm presentate due offerte
Luca Perrino / RONCHI
Una partita a due sulla sede del Consorzio culturale del Monfalconese. Si concluderà nelle prossime settimane e, necessariamente, dovrà concludersi entro dicembre del 2022. Ronchi o Monfalcone? Sono due, infatti, le proposte che il Consorzio culturale ha ricevuto da altrettanti enti consorziati per la cessione di un immobile da adibire a nuovo centro archivio e che verrà realizzato grazie al finanziamento di 1,4 milioni di euro ricevuto dalla Regione.
Entro la scadenza fissata dal consiglio di amministrazione e dall'assemblea consortile nell'ultima assemblea, cioè mercoledì scorso sera, hanno presentato un'ipotesi progettuale ed un'offerta il Consorzio di bonifica della pianura isontina, per l'edificio tra via Duca d'Aosta e via Mazzini a Ronchi dei Legionari, ora adibito a magazzino operai ed il Comune di Monfalcone, per una porzione dell'ex albergo impiegati di via Cosulich. Ed ora via libera alle valutazioni ed all'attesa decisione finale.
«Entrambe le proposte saranno ora innanzitutto poste all'esame della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia - spiega il presidente Davide Iannis - che fa parte del Comitato scientifico di cui ci siamo dotati per individuare la struttura da impiegare come centro di archiviazione del nostro patrimonio e di quello degli enti consorziati che ne facessero richiesta. Un obiettivo, quello di mettere in sicurezza il nostro patrimonio, che non è mai cambiato in questi ultimi due anni».
Esaurito questo step si aprirà successivamente una fase di confronto sulle due soluzioni su cui dovrà infine esprimersi l'assemblea degli enti consorziati. Esaurita la prima procedura di manifestazione di interesse, come approvato dall'assemblea il 25 gennaio, acquisito il parere legale dell'avvocato e docente universitario Andrea Crismani, all'assemblea, il 17 marzo, è stato proposto di imboccare la strada della procedura negoziata con gli enti consorziati, fissando una serie di criteri cui le offerte avrebbero dovuto attenersi.
E' stata chiesta la disponibilità di un immobile da vendere al consorzio, affiancata da una proposta di vendita chiavi in mano, vale a dire corredata da proposta illustrativa, cronoprogramma degli interventi da realizzare per la riconversione in centro di gestione bibliotecaria e di conservazione del patrimonio e quadro economico dell'opera che, in base ai criteri indicati, non dovrà superare il tetto di 1 milione 400 mila euro.
Il Ccm, come detto, ha posto invece come limite temporale per la realizzazione dell'intervento quello del 31 dicembre del 2022. Anche nella seduta del 17 marzo l'assemblea degli enti consorziati nel suo insieme ha sottolineato l'esigenza di procedere con velocità all'individuazione dell'immobile e all'avvio dell'operazione, indispensabile per fornire una sede adeguata al patrimonio, librario e non, conservato ora nella sede di villa Vicentini Miniussi a Ronchi dei Legionari e in un magazzino che è stato preso in affitto proprio per questa esigenza. —
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