Perdòn con i frati in sospeso La Stella del Mare sfida il fango con i pescherecci a Barbana

Per il 782° anno consecutivo la popolazione gradese ha sciolto il voto di ringraziamento alla Madonna di Barbana per ringraziarla d’aver salvato Grado da una terribile pestilenza. “Perdòn de Barbana” che quest’anno ha offerto diversi spunti. A partire dalle manovre della Stella del Mare, la barca ammiraglia che trasporta la statua della Madonna degli Angeli, la quale per tradizione accompagna i gradesi a sciogliere il voto. L’imbarcazione, pur di raggiungere Barbana dopo aver tardato la partenza di una mezz’ora per la vistosa bassa marea, ha percorso un centinaio di metri letteralmente scivolando e pure inclinandosi sul fango, che ha letteralmente “macinato”. Al rientro è stata infatti necessaria la pulizia completa dei filtri. Non c’era acqua sufficiente: ne sanno qualcosa pure i motoscafisti di linea, che per approdare a Barbana hanno dovuto a ogni viaggio imbarcare meno passeggeri nel tentativo di far galleggiare il più possibile i motoscafi.
Altro tema sentito: tutti speravano che l’arcivescovo dicesse qualcosa in merito alla questione dei frati, che dopo un secolo stanno per lasciare Barbana. Invece nemmeno una frase, una sillaba. Niente. Due parole sulla questione le ha dette solo il sindaco Raugna, il quale si è limitato a riferire ciò che si sapeva già e cioè che il vescovo si sta interessando alla questione per trovare soluzioni alternative. Si è tentato, per la cronaca, di sentire il vescovo che alla domanda ha testualmente replicato: «Non dico nulla, va bene ciò che ha detto il sindaco». Raugna aveva riferito della preoccupazione e che è impensabile che Barbana rimanga sguarnita poiché «è un pezzo della nostra identità che va salvaguardata». Forse i fedeli avrebbero meritato di essere aggiornati dalla fonte diretta. L’abbandono dei frati non è una pura questione vescovile è un problema molto grande e interessa tutti. Che ci siano difficoltà è indubbiamente vero, tuttavia le migliaia di persone che hanno partecipato alla messa a Barbana, meritavano una risposta.
Nell’omelia (la cerimonia religiosa è stata accompagnata dall’arciprete di Grado, monsignor Michele Centomo e da diversi sacerdoti) l’arcivescovo monsignor Carlo Maria Redaelli ha preso spunto dalle cosiddette “Madonne del latte” (opere pittoriche di Madonne che allattavano Gesù Bambino) per arrivare a collegare questo fatto alla Madonna di Barbana, una Mamma che i fedeli per tutto l’anno venerano. La cerimonia religiosa si è conclusa con la consegna dell’obolo della comunità da parte del sindaco Raugna al superiore di Barbana fra Stefano Gallinaro e la benedizione impartita dal vescovo.
Altro argomento, la presenza di un minor numero di pescherecci. Una questione seria che ha costretto il Comune a dirottare le autorità (tranne sindaco, senatrice Raffaella Marin e consigliere regionale Diego Bernardis, a bordo di un peschereccio) a viaggiare sulla motonave Nuova Cristina. Alcuni sono giunti con barche private.
Tra le autorità il neo sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, a fianco di Raugna, il sindaco di Monfalcone Anna Cisint in compagnia della neo presidente dell’Apt Caterina Belletti (proprio di fronte al gruppo delle autorità) e poi Carabinieri, Ufficio circondariale marittimo, Polizia, Guardia di finanza, Polizia locale e Vigili del fuoco oltre alla presidente della Fondazione Carigo (che ha donato le ortensie) Roberta Demartin. —
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