Pinguente adesso rischia di perdere anche la stazione di polizia

POLA

Non si è fatta attendere la reazione del sindaco Sinisa Zulić all’annuncio del ministero degli Interni di voler chiudere, anzi declassare la locale stazione di polizia a filiale di quella del capoluogo regionale Pisino. Ed ha subito inviato al ministero stesso una missiva con l’invito a recedere da questa intenzione di cui è venuto a conoscenza al recente incontro con i rappresentanti della Questura istriana. In pratica il ministero e il dipartimento di polizia vorrebbero razionalizzare l’operato della polizia sul territorio pinguentino dove, come fanno sapere, non verrebbe abbassato il livello di operatività.

Con una accurata riorganizzazione interna, questa la motivazione, aumenterà il numero di funzionari di polizia sul terreno mentre verrà ridotto l’organico dirigenziale ora composto dal comandante, vice comandante e dai capiturno. «La notizia della soppressione della stazione di polizia - ha dichiarato il sindaco Zulić al Glas Istre - è per noi una brutta sorpresa. In primo luogo perché Pinguente si trova nell’area confinaria e come superficie è la più grande autonomia locale in Istria. E poi copre pure il territorio del comune di Lanische anch’esso a ridosso del confine e a conti fatti controlla un’area di ben 308,13 chilometri quadrati». Per il sindaco è comprensibile che in tempi di crisi si tenti di contenere i costi però per raggiungere il traguardo si dovrebbero percorrere altre strade. «Si ha l’impressione - ha detto ancora - che i cittadini di Pinguente vengano castigati per essere calmi e rispettosi della legge, quindi i reati e la criminalità sono molto bassi. Però di questa favorevole situazione va reso merito proprio alla presenza della Stazione di polizia». Tra i motivi per i quali essa non dovrebbe venir ritoccata, il fatto che il territorio pinguentino si trova sulla rotta dei migranti in direzione della Slovenia per cui, stando a Zulić, non si dovrebbe assolutamente abbassare il livello di guardia. Pinguente dunque combatte per non perdere la sua stazione di polizia, anni fa aveva combattuto per non perdere il Tribunale comunale, inizialmente accorpato a quello di Pisino di cui era diventato filiale e poi chiuso. —



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