Pioggia, vento e trombe d’aria sulla costa si contano i danni
FIUME. Il maltempo che ha imperversato fino all’altra sera ha colpito duramente lunghi tratti delle coste istro–quarnerino–dalmate, senza causare solo per puro caso danni alle persone. A Ponte (Punat), sull’isola di Veglia, si sono scatenate tre trombe marine, apparse in rapida successione e accompagnate da pioggia battente e fulmini. Una ha raggiunto il campeggio Pila, a Ponte, scaraventando a terra due motoscafi che hanno subito danni ingenti. Il fortissimo vento ha spezzato diversi muri di cemento e altre costruzioni, sradicato alberi e levato in aria come fuscelli alcune sedie a sdraio (ciascuna pesante circa 15 chilogrammi) andate poi a schiantarsi su un paio di auto.
La situazione forse più paurosa si è verificata nelle acque poco al largo del centro di villeggiatura di Macarsca, a sud–est di Spalato, dove un battello turistico è stato investito in pieno da una tromba d’aria. Alcuni dei passeggeri, colti dal panico, si sono messi a gridare, chiedendo disperati al comandante e all’equipaggio se l’imbarcazione sarebbe riuscita a farcela oppure sarebbe colata a picco. Sono stati momenti altamente drammatici, con il turbine di vento che ha rovesciato in coperta alcuni oggetti. Nessuno è rimasto ferito, ma la paura è stata tanta, anche perché al passaggio della tromba la visibilità era ridotta a pochi metri e le onde erano alte più di un metro. Alcuni minuti dopo fra i turisti è tornata la calma.
C’è poi da segnalare l’episodio di Murter (arcipelago di Sebenico), dove il vento ha sollevato un gommone per diversi metri in aria, facendolo poi precipitare a terra. La sfuriata del maltempo ha interessato anche l’isola di Arbe, con il vento che ha abbattuto alberi a Pola. Nel vicino aeroporto di Altura, le pessime condizioni meteorologiche hanno impedito decolli e atterraggi per ore, con diversi velivoli costretti a compiere giri nel cielo sopra Cherso, prima di poter atterrare. Dato che anche il giorno prima il versante orientale dell’Adriatico era stato spazzato da vento e temporali, la stragrande maggioranza dei diportisti si è portata al sicuro, cosicché non c’è stato molto lavoro per polizia marittima, capitanerie portuali e Centro di coordinamento per operazioni di ricerca e salvataggio in mare, con sede a Fiume.
I competenti servizi croati hanno contato nelle giornate di sabato e domenica ben 17 mila fulmini in tutto il Paese, di cui circa 6 mila hanno colpito l’area dell’Adriatico settentrionale. Non hanno provocato danni alle persone. La pioggia è stata torrenziale e come ormai tradizione Fiume è stata una tra le località dove i pluviometri hanno dovuto fare gli straordinari. –
A. M.
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