Pochi iscritti, il Calcio Pieris trema davanti al centenario

Nel 1940 il Calcio Pieris, nato 15 anni prima grazie all’entusiasmo di un manipolo di appassionati, si conquistò il diritto a militare in serie C e il titolo di più piccolo centro d’Italia, con i suoi 1.500 abitanti, ad aver raggiunto un traguardo nel genere. Fucina di campioni, anche quando le ambizioni dovettero ridimensionarsi, il Calcio Pieris, alla soglia dei 100 anni di vita, è invece ridotto alla prima squadra, che ritornerà a militare in Terza categoria il prossimo campionato, e alla compagine juniores. Il settore giovanile nell’arco degli ultimi tre anni si è di fatto disperso, per motivi diversi, facendo scomparire non solo i giovani praticanti, ma anche i genitori. La compagine dei dirigenti, cui, nonostante gli alti e bassi nei rapporti, i papà possono dare un notevole contributo, si è quindi ridotta all’osso.
Se il 90esimo compleanno lo ha festeggiato con 110 tesserati nelle squadre giovanili e altri 20 nella prima squadra, il Calcio Pieris rischia ora di non arrivare a spegnere le 100 candeline nel 2025. A lanciare l’allarme sono il presidente uscente Franco Peressini e il dirigente, storico, Lucio Russi. «Fino a tre anni fa il settore giovanile c’era ed era consistente, in linea con quello degli anni precedenti – spiega Peressini –. Poi non siamo riusciti a raggiungere numeri tali da dare continuità all’attività. Con la partenza dei bambini e dei ragazzini se ne vanno però anche i genitori e quindi chi può dare un suo contributo in termini di tempo e cose da fare. Ecco, quello di cui abbiamo ora la necessità è di persone che stiano vicine alla società, al suo patrimonio di storia, esperienza, valori, in modo concreto, dando una mano. In caso contrario, rischiamo di non farcela».
È uno sguardo a un futuro a medio termine quello che Peressini e Russi lanciano, perché le iscrizioni al prossimo campionato sono già state effettuate e la partecipazione della prima squadra e di quella juniores è assicurata, come pure la presenza di un mister d’esperienza, anche nel settore giovanile, quella di Massimo Wisniewski, che a lungo ha retto l’attività dell’Aris San Polo Calcio. «L’obiettivo per me rimane quello di arrivare a 100 tesserati nell’anno del centenario», afferma il mister, che si dice solito «lavorare in prospettiva, sul medio-lungo periodo». La società può del resto contare anche su un impianto, il campo sportivo comunale intitolato a Valerio Del Neri, del tutto all’altezza. «L’obiettivo è quello di ricostruire, anche attraverso collaborazioni, cui siamo sempre aperti, ma servono persone», ribadisce Peressini. Senza aggiungere di più. Il pensiero, però, forse va ai periodi in cui tutto il paese si stringeva attorno alla sua società sportiva per antonomasia. Tant’è che il Calcio Pieris è stato appunto capace di essere una della squadre più rilevanti nel panorama del calcio dilettantistico del Friuli Venezia Giulia, soprattutto negli anni Quaranta e Cinquanta. È stato il punto più alto mai raggiunto da una società che, puntando per statuto sui giovani, ha lanciato giocatori di grande livello come, primo fra tutti Fabio Capello, Giacomo Blason (Triestina, Lazio, Napoli, Nazionale B), Ugo Gregorin (Fiorentina), Dino Contin (Roma). Solo per citarne alcuni. —
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