Centinaia in fila a Trieste per l’ultimo saluto al poeta Ugo Pierri
Emozione al cimitero di Sant’Anna per l’addio laico all’artista

Chissà se Ugo Pierri ha detto “Danke” a ciascuna delle persone che stamattina è passata dalla camera ardente del cimitero di Sant’Anna per portargli l’ultimo saluto. Se lo ha fatto, ne ha detti tanti di quei “Danke”che pronunciava con i suoi amici più intimi, anzi ha dovuto dirne tantissimi, perché sono stati proprio tantissimi coloro che hanno voluto passare da via Costalunga per lui. Fin dall’apertura della Sala Azzurra il flusso di gente è stato continuo.
I fiori colorati appoggiati sulla cassa in legno chiaro, una parola sussurrata tra le labbra, una carezza alla bara dalle linee semplici, una frase sul libro delle dediche, tanti nodi in gola e occhi lucidi nascosti dietro gli occhiali scuri, ma anche i gesti di conforto rivolti alla moglie Afra, alla figlia e al nipote, senza dimenticare qualche augurio di buon viaggio o di arrivederci, hanno caratterizzato la mattinata.
L’emozione è stata palpabile. Se è vero che Ugo Pierri non ha mai cercato di piacere a tutti, è anche vero che ha lasciato il segno nei molti che lo hanno apprezzato in vita e continuano ad apprezzarlo ora che non c’è più. La dimostrazione è arrivata quando a Sant’Anna gente comune, artisti, intellettuali, imprenditori e politici si sono mescolati tra loro per lui.

«Molta emozione. Moltissima gente: sono venuti i “buoni” e i “cattivi”», sottolinea un po’ scombussolato Adriano Battello, editore di almeno 40 dei libri di Ugo Pierri. «Oltre che scrittore, era un pittore. Mi erano piaciuti i suoi disegni e avevo pubblicato un Pinocchio con i suoi disegni. Ha avuto successo in tutta Italia», ricorda Battello.
Nella moltitudine non è mancato, l’amico, attore e regista Renato Sarti arrivato da Milano. I due si sentivano tutti i giorni al telefono.
Nessuna orazione, nessuna cerimonia. Solo una lunga processione laica accompagnata però da una piccola preghiera recitata da un altro amico, don Armando Scafa.
Pierri ha guardato Trieste e il mondo senza abbellimenti, ma con affetto e con spietata ironia e Trieste l’ha ripagato con tanto affetto e calore, ma senza ironia. O forse sì, magari nascosta dietro a un “Danke”.
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