Polemiche e ironia: storia della passerella

È stato inaugurato sabato 23 scorso in via ufficiosa, la cerimonia vera e propria, con l’intestazione del ponte (Cecchelin o Curto, o entrambi i nomi) avverrà entro il mese di aprile. Per ora...

È stato inaugurato sabato 23 scorso in via ufficiosa, la cerimonia vera e propria, con l’intestazione del ponte (Cecchelin o Curto, o entrambi i nomi) avverrà entro il mese di aprile. Per ora comunque la passerella pedonale di Ponterosso è aperta al pubblico, dopo mesi di lavori e di polemiche. Il cantiere è rimasto fermo per oltre un mese, da inizio dicembre a metà gennaio. E il motivo lo si è capito dopo, quando tecnici, progettisti, direttori dei lavori e architetti del Comune di Trieste hanno percorso in lungo e in largo il ponte armati di metri snodabili, schizzi del progetto e piantine, per prendere le misurazioni tra le due estremità del ponte e le rispettive distanze dalla banchina. Notando come non vi fosse una esatta corrispondenza tra i due lati del ponte, e questo sia sulla sponda in asse con via Trento, sia dalla parte opposta con via Cassa di Risparmio. In pratica si è scoperto che il ponte che si andava a sistemare era “curto”. In quel momento la vicenda è stata commentata con frizzi e lazzi; l’opera ha fatto sorridere tutta Trieste e ha conquistato la ribalta nazionale. E che non è stata presa bene dagli amministratori, sindaco in testa.

La struttura, molto esile e lunga complessivamente 24 metri, è formata da una trave scatolare in acciaio Corten con collegate delle ali laterali metalliche di sostegno al parapetto vetrato e all’impalcato metallico, il tutto complanare alle sponde del canale. Una linea di luci Led, inserite nel corrimano, segnerà il passo senza aumentare l’inquinamento luminoso verso l’alto. L’intervento è costato circa 750mila euro, finanziato per il 70% della spesa dal Ministero dell’ambiente, con il Fondo per la mobilità sostenibile. Questo per aumentare la sicurezza degli utenti deboli della strada, tra cui i bambini, gli scolari e i pedoni, rendendo disponibile un percorso privilegiato per pedoni e ciclisti lontano dalle direttrici più trafficate.

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