Poliziotti da sei Paesi sulle spiagge croate in aiuto ai villeggianti
/ POLA
Andare in vacanza all'estero, passeggiare tranquillamente lungo il centro storico di qualche cittadina sul mare oppure sulla spiaggia e incrociare un agente di polizia con l'uniforme del proprio Paese. No, non è un miraggio o l'effetto del sole cocente, ma un vero poliziotto con la sua divisa d'ordinanza in territorio straniero, trasferito provvisoriamente per espletare una missione molto pacifica.
È quanto accadrà in questa e nelle prossime settimane in varie località di villeggiatura sia lungo la costa istriana che nel resto della Croazia. Stiamo parlando del progetto di collaborazione internazionale “Una stagione turistica sicura” (Sigurna turisticka sezona), avviato nel 2006 su iniziativa del ministero degli Interni croato. Si potrebbe parlare di un servizio di polizia transfrontaliera, che finora ha dato ottimi risultati.
Quest'anno saranno 13 gli agenti riconoscibili dalle uniformi dei rispettivi Paesi di provenienza in missione nella penisola istriana. Il loro è un servizio amichevole, le pattuglie di cui fanno parte assieme ai colleghi croati hanno la missione specifica di migliorare la comprensione tra le forze dell'ordine e i villeggianti loro connazionali. Si tratta in tutto di 13 agenti provenienti da sei paesi europei: Italia, Slovenia, Austria, Germania, Ungheria e Polonia.
Intervengono per lo più in caso di malintesi, battibecchi, contenziosi, situazioni conflittuali o semplici richieste di informazioni che sono gli interventi più frequenti. In questo modo fanno capire ai turisti che possono trascorrere le vacanze serenamente, in tutta sicurezza. Nel 2020 con la stagione pesantemente ridimensionata dalla pandemia, gli agenti erano solo 7, nel 2019 l'annata record in fatto di presenze, erano 16. Quest’estate un agente italiano sarà di stanza a Rovigno. Finora al progetto hanno aderito una ventina di paesi europei per un totale di 840 agenti di polizia in servizio lungo tutta la costa Adriatica orientale. —
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