Polo intermodale di Ronchi Espropri al via in novembre

RONCHI DEI LEGIONARI. Sarà l’elemento chiave per dare competitività e sviluppo al Fvg. Per la Regione il Polo intermodale di Ronchi è un progetto strategico: non a caso l’assessore alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro lo ha definito “prioritario”, anteponendo la sua realizzazione alla vendita di azioni dell’aeroporto a Save. Dopo essere stato abbandonato per una decina d’anni, nel 2009 il progetto è stato ripreso dalla Regione che ha trovato nella società Aeroporto Fvg il soggetto per svilupparlo. A questo scopo è stato costituito un Ufficio di Piano affidato a Stelio Vatta, e dopo un lungo iter burocratico, entro novembre dovrebbe venir firmato l’accordo di programma che permetterà di dare il via alla fase di allestimento dell’opera, a partire dagli espropri degli 80mila metri quadrati d’area su cui sorgerà il Polo (5 i proprietari, di cui 4 soggetti pubblici). Se non ci saranno intoppi tra gennaio e febbraio verrà pubblicato l’avviso di bando di gara e a marzo del 2015 il cantiere potrà aprire. «I tempi dilatati fanno spesso perdere la pazienza», spiega il presidente Sergio Dressi.
I costi
Divisa in due lotti complementari, l’opera avrà un costo complessivo di 17,2 milioni di euro. La prima parte di lavori vale 10,3 milioni ed è già interamente finanziata: 6 milioni arrivano dal Programma operativo regionale Fesr “Obiettivo competitività regionale e occupazione” 2007- 2013 (un milione destinato alla realizzazione della fermata ferroviaria e 5 alla costruzione dei posteggi multipiano e a raso, della viabilità interna e di connessione alla Ss14, dei collegamenti pedonali e delle opere accessorie). I rimanenti 4,3 arrivano da finanziamenti regionali (2 milioni destinati all’aggiornamento dello studio di fattibilità, all’acquisizione dei terreni, alla progettazione preliminare e a tutte le eventuali attività propedeutiche alla realizzazione del Polo; 1,2 milioni per la stazione degli autobus; 1 milione come contributo straordinario). Per il secondo lotto la copertura da 6,9 milioni è ancora da ricercare, ma la Regione è al lavoro per reperire le risorse. «Il progetto preliminare e quello definitivo – ricordano Dressi e Vatta – riguardano comunque l’intera opera. Questo significa che se ci saranno i finanziamenti, il cantiere potrebbe non interrompersi nemmeno».
Il progetto
Il progetto preliminare è stato realizzato dall’Ufficio di Piano sulla base delle linee guida tracciate dalla facoltà di Architettura di Gorizia. A collegare il terminal aeroportuale alla stazione ferroviaria sarà una passerella da 425 metri che attraverserà con un ponte la Ss14 e sarà dotata di ascensori e scale mobili. Tra i due scali si troverà l’autostazione dei bus da 16 linee. Il piazzale di manovra è da 3.800 metri quadrati, mentre la superficie pedonale ne occupa in totale 2.800. Tre le aree di parcheggio alle quali si accederà attraverso una viabilità interna articolata su due circuiti (uno per il flusso pubblico, l’altro per quello privato). Sul lato più vicino all’aerostazione sorgerà il park multipiano da 4.380 metri quadrati per 501 posti totali. La parte centrale conterà 741 stalli su un’area da 6.220 mq, mentre sui 2.820 metri quadri del lato ferroviario i veicoli che potranno trovare spazio saranno 311. «Il polo intermodale – ricorda Dressi – nasce per essere al servizio dell’aeroporto, ma non soltanto. La Ue spinge per ridurre il traffico su rotaia. Per favorire i pendolari, quindi, il posteggio avrà tariffe agevolate per chi userà il treno».
Autonoleggi e sicurezza
La nuova stazione dei bus permetterà di liberare spazi nella zona accanto al terminal aereo. Spazi che potrebbero andare alle società di autonoleggio, attualmente sacrificate in un’area non molto ampia. Il progetto, inoltre, prevede l’eliminazione di tutte le svolte a sinistra con la realizzazione di una nuova rotonda sulla SS14. La viabilità sarà al servizio anche di chi investirà nelle aree accanto al nuovo polo intermodale. «Quello che nascerà qui intorno – conclude Dressi – sarà una scommessa sia per il settore pubblico, sia per quello privato».
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