«Ponterosso, la passerella entro l’estate»

Il comitato-contro le tenterà tutte fino all’ultimo appello consentito dalle regole della democrazia. Ma sarà inutile. Il dado è tratto, anche se qui non siamo sul Rubicone, bensì sul canale di Ponterosso. Che avrà il suo terzo ponte, salvo clamorosi colpi di scena, entro l’inizio della prossima estate.
Sono giorni, questi, in cui l’ex presidente della commissione Urbanistica del Comune fino alle elezioni 2011, l’Udc Roberto Sasco, prepara l’assalto finale alla passerella pedonale tra via Cassa di Risparmio e via Trento: l’occasione è l’illustrazione che lui farà venerdì della petizione contraria all’opera firmata da 600 triestini, davanti alla commissione Lavori pubblici del Consiglio, alla presenza di altri co-esponenti del Comitato per la savaguardia del canale di Ponterosso.
Ma sono pure gli stessi giorni, questi, in cui oramai - vinta la causa in sede di sospensiva anche al Consiglio di Stato, che ha confermato il primo via libera sulla regolarità della gara d’appalto venuto dal Tar - l’amministrazione Cosolini sta per perfezionare il contratto d’appalto definitivo con il consorzio che s’è aggiudicato quella gara, costituito dalla trevigiana Officine Bertazzon Spa di Vidor, la capofila, e dalla Cgs Spa di Tavagnacco, l’affiliata.
«Non c’è nessun motivo - afferma Elena Marchigiani da assessore ai Lavori pubblici - per non procedere in un iter avviato, com’è noto, ancora dalla precedente giunta. Stiamo siglando il contratto, che prevede cento giorni per l’intervento. Noi contiamo quindi di avere l’opera pronta già prima dell’inizio dell’estate».
Parole che suoneranno come note strimpellate malamente nelle orecchie di Sasco. Che ricorda: «Rappresento un comitato apartitico, di ingegneri, architetti, avvocati e cittadini più o meno noti, tra cui per esempio Margherita Hack, che non fa alcuna azione pro né contro Cosolini, ma punta a ribadire, proponendo l’alternativa dell’esistente con tanto di pista ciclabile, che una struttura di quel tipo deturpa la prospettiva». Dopo l’audizione di venerdì, la petizione finirà in Consiglio comunale, che deciderà se accoglierla o bocciarla. Non si accettano scommesse. «È già deciso. Non si poteva fare diversamente», ammette un poco convinto Roberto Decarli, che quand’era all’opposizione non ha mancato di criticare l’opera, anche per quei 750mila euro di spesa , ancorché vincolati, che comporteranno. (pi.ra.)
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