Pordenone capofila in regione con otto steward dal 2017

Forme di vigilanza privata ad affiancamento dell’azione delle forze dell’ordine sono previste non solo a Trieste ma anche nel resto d’Italia e del Friuli Venezia Giulia. Nella nostra regione, in questo senso, ha fatto da “capofila” Pordenone, che si è dotata di otto steward urbani nell’autunno 2017, spendendo oltre 200 mila euro in quell’anno.
Nel 2018 è dunque stata la volta di Udine dove, poco dopo l’insediamento della giunta Fontanini, sono entrate in servizio sei guardie giurate: sono stati investiti 70 mila euro nei primi quattro mesi di servizio.
Adesso il finanziamento voluto dall’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti (vedi articolo principale, ndr), che si riferisce ai comuni capoluogo, è intervenuto a tamponare gli oneri delle amministrazioni locali desiderose di mettere in atto provvedimenti analoghi. A Trieste, peraltro, non sarà l’unico intervento di sicurezza “straordinario” attivo.
A inizio luglio è partito in effetti il presidio mobile dell’Esercito che pattuglia le Rive, la zona della stazione e i suoi dintorni. Da inizio anno c’è inoltre una presenza fissa di agenti della Polizia locale sulle Rive, pensata per contrastare il fenomeno di parcheggiatori abusivi.
La scorsa estate era poi stato avviato il servizio di monitoraggio “anti-evasione” a bordo degli autobus da parte degli addetti Italpol. Senza pistola, però. Per quanto riguarda vigilantes, steward e guardie giurate, figure riconducibili a queste categorie operano a supporto delle forze dell’ordine anche nel resto della Penisola. È di ieri la notizia che anche Torino sta per dotarsene, ad esempio.
A Padova il Comune ha invece assunto sorveglianti privati già nel 2016. Servizi simili, ancora, esistono anche a Bologna. E l’elenco potrebbe continuare.—
Li. Gor.
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