Pordenone, vertice Italia-Slovenia-Croazia sulla sicurezza: riflettori sui confini

A Villa Cattaneo il trilaterale tra i ministri dell’Interno Piantedosi, Matoz e il collega croato. Sul tavolo anche migranti, tratta e controlli ai valichi: la questione Schengen resta aperta

Valeria Pace e Martina Milia

È iniziato a Villa Cattaneo a Pordenone il trilaterale tra i ministri dell'Interno di Italia, Slovenia e Croazia. A rappresentare il governo italiano è il titolare del Viminale Matteo Piantedosi, mentre sono arrivate in città le delegazioni dei due Paesi confinanti. 

Al centro dell'incontro ci sono i temi della sicurezza dei confini, dell'immigrazione irregolare e della lotta alla tratta di esseri umani, in un confronto che punta a rafforzare la cooperazione tra i tre Paesi. 

Confini e controlli al centro del confronto

Uno dei dossier più delicati riguarda i controlli lungo il confine tra Italia e Slovenia, dove sono ancora in vigore le misure di sospensione del regime ordinario di Schengen.

Il confronto potrebbe toccare anche la questione dei presidi fissi ai principali valichi, sulla cui opportunità le posizioni dei tre Paesi non sembrano completamente coincidenti.

La Slovenia, infatti, nel giugno scorso ha scelto di eliminare i controlli analoghi introdotti al confine con la Croazia, dopo aver concordato con Zagabria un modello basato soprattutto sul rafforzamento dei controlli di retrovalico congiunti e della sorveglianza delle frontiere esterne dell'Unione europea.

Schengen, nessun annuncio atteso sulla frontiera orientale

Il tema della sospensione di Schengen sul confine orientale italiano resta quindi uno dei dossier più sensibili.

Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo un incontro con il collega sloveno a Salcano, aveva aperto alla possibilità di un ritorno alla piena operatività dell'area Schengen sul confine tra Italia e Slovenia.

Un'eventuale decisione, tuttavia, non appare imminente. La stessa posizione espressa da Tajani è che l'attuale stretta non verrà revocata prima della scadenza dell'ultimo rinnovo, prevista a metà dicembre.

Per questo dal vertice di Pordenone non sono attesi annunci immediati sulla fine dei controlli.

Immigrazione e tratta di esseri umani

L'altro grande capitolo del trilaterale riguarda il contrasto all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani.

La collaborazione tra Italia, Slovenia e Croazia è considerata centrale soprattutto per quanto riguarda i flussi lungo la rotta balcanica, con l'obiettivo di rafforzare lo scambio di informazioni e il coordinamento tra le forze impegnate nei controlli.

Il confronto di Pordenone rappresenta quindi anche un'occasione per discutere delle modalità con cui rendere più efficaci i controlli senza limitarsi alla sorveglianza dei singoli valichi.

Piccolo contrattempo per il ministro sloveno

Non è mancato un piccolo contrattempo all'arrivo della delegazione slovena.

La vettura del ministro dell'Interno Franci Matoz è stata infatti indirizzata dal navigatore verso un percorso errato e ha raggiunto Villa Cattaneo con alcuni minuti di ritardo rispetto al programma.

Un inconveniente logistico che non ha comunque modificato l'avvio del vertice.

Nutrita la delegazione istituzionale

Ad accogliere le delegazioni straniere è presente una nutrita rappresentanza istituzionale.

Tra gli esponenti politici italiani figurano il ministro Luca Ciriani, titolare dei Rapporti con il Parlamento, e la viceministra all'Ambiente Vannia Gava.

A Pordenone sono inoltre presenti il senatore della Lega Marco Dreosto, il deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Loperfido, l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti e il sindaco di Pordenone Alessandro Basso.

Il vertice si concentra dunque sui dossier che interessano direttamente la sicurezza dell'area di confine, con particolare attenzione alla cooperazione tra i tre Paesi e alle modalità di gestione dei flussi migratori lungo la rotta balcanica.

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